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	<title> &#187; unioncamere</title>
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	<description>Made in Tuscany è il portale che raccoglie le aziende che possono vantare e garantire di svolgere le loro attività in Toscana.</description>
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		<title>Indagine Unioncamere Toscana e Confindustria Toscana sul secondo trimestre 2015</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2015 16:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Confindustria]]></category>
		<category><![CDATA[made in tuscany]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
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		<description><![CDATA[Leggermente negativa la produzione, ma tornano a crescere gli indicatori di domanda. Nel secondo trimestre dell’anno scende ancora, sia pure con una contrazione di lieve entità (-0,3%), la produzione manifatturiera regionale, secondo quanto emerge dall’indagine Unioncamere Toscana-Confindustria Toscana sulle imprese con oltre 10 addetti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Leggermente negativa la produzione, ma tornano a crescere gli indicatori di domanda. Nel secondo trimestre dell’anno scende ancora, sia pure con una contrazione di lieve entità (-0,3%), la produzione manifatturiera regionale, secondo quanto emerge dall’indagine Unioncamere Toscana-Confindustria Toscana sulle imprese con oltre 10 addetti. Il dato della produzione regionale è condizionato prevalentemente dalla dinamica negativa di alcune grandi aziende del siderurgico. Ci riferiamo alla crisi strutturale che ha colpito il polo di Livorno.</p>
<p>Sono invece orientati positivamente tutti i principali indicatori di domanda, a partire dal fatturato che, trainato dalla componente estera (+3,9%), registra una crescita del +1,6% dopo il -0,9% del trimestre precedente. Tale dinamica è in gran parte spiegata dall’innalzamento dei prezzi alla produzione che, dopo numerosi trimestri di stagnazione, crescono del +1,4%: se consideriamo il concomitante raffreddamento dei costi delle materie prime (-17,8% all commodity price index in Euro, fonte International Monetary Fund), innescato sui mercati mondiali dal rallentamento della domanda cinese, la progressione dei prezzi testimonia un tentativo di recupero dei margini da parte delle imprese, fin qui fortemente compressi, in conseguenza di condizioni di mercato maggiormente distese rispetto al recente passato. Una maggiore capacità delle imprese di intercettare segmenti di domanda in ripresa emerge anche dalla dinamica degli ordinativi (+1,6%), che crescono sia nella componente estera (+2,7%) che in quella domestica (+1,0%) e assicurano agli operatori 76,5 giorni di produzione.</p>
<p>L’utilizzo degli impianti si posiziona, nel trimestre di analisi, al 75,9% della capacità produttiva, un livello più basso rispetto all’80,4% rilevato nel medesimo periodo del 2014.</p>
<p>La ripresa della domanda e gli interventi legislativi a sostegno del mercato del lavoro esplicano i loro effetti sugli organici aziendali: nelle imprese manifatturiere si rafforza la crescita dell’occupazione, che raggiunge il +2,7%, coinvolgendo tutte le classi dimensionali, e diminuisce il ricorso alla Cassa Integrazione, sia nella Gestione Ordinaria (-3,6%) che in quella Straordinaria (-3,3%).</p>
<h3>In crescita la produzione nelle medie imprese</h3>
<p>Per le <strong>piccole imprese manifatturiere</strong> (10-49 addetti), la tempesta non si è ancora conclusa. La produzione è tuttora in contrazione (-1,1%), così come il fatturato e gli ordinativi (entrambi -0,5%), nonostante la tenuta del canale estero (+1,8% il fatturato estero e +1,1% gli ordini esteri). Un segnale positivo proviene invece dal fronte occupazionale, in crescita del +2,6%.</p>
<p>Le <strong>medie imprese</strong> (da 50 a 249 addetti) sono l’unica classe dimensionale a presentare una crescita di tutti i principali indicatori monitorati, a partire dalla produzione (+3,1%). La dinamica del fatturato (+0,4%) è più contenuta a causa della contrazione registrata sul mercato interno, mentre gli ordini (+3,0% nel complesso) crescono sia nella componente domestica (+2,9%) che in quella oltreconfine. Si rafforzano gli organici aziendali (+1,5%).</p>
<p>Le <strong>grandi imprese</strong> (250 addetti e oltre) presentano una contrazione della produzione del 2,7% in parte imputabile alla crisi del polo siderurgico di Livorno e alla temporanea contrazione produttiva di alcune aziende farmaceutiche. Si tratta dell’unico neo in un quadro complessivo che, per le imprese più strutturate, è decisamente positivo, con fatturato (+8,3%) e ordinativi (+6,3%) in crescita sia sul mercato estero (rispettivamente +8,0% e +7,2%) che su quello interno (+8,5% e +5,4%). Sul fronte occupazionale, con un incremento del +4,9%, si conferma il buon dato del trimestre precedente (+5,1%).</p>
<h3>Gli incentivi fiscali spingono legno e elettronica</h3>
<p>Tra i settori, quello del legno e mobilio registra il maggiore incremento della produzione, raggiungendo il +8,1% dopo la lieve espansione del trimestre precedente che aveva interrotto un periodo di oltre 4 anni di crisi. Questa inversione di rotta è frutto, almeno in parte, delle agevolazioni sugli acquisti di mobili e elettrodomestici destinati a immobili in ristrutturazione, <em>che hanno favorito anche l’elettronica (+3,6%), al secondo posto della graduatoria regionale per tasso di crescita. Con una dinamica positiva seguono, a ruota, la meccanica (+3,5%), l’alimentare (+3,0%), la chimica (+2,3%) e i mezzi di trasporto (+1,5%).</em></p>
<p>Sono invece in contrazione tutti i restanti settori, a partire dalla farmaceutica e dai metalli (-4,7%), la cui flessione si limiterebbe però al -0,9% se depurata dagli effetti del blocco della produzione del polo siderurgico livornese. Il calo produttivo non risparmia inoltre alcun comparto del sistema moda (-3,3%), raggiungendo il -5,5% nella concia-pelletteria e fermandosi al -1,6% nel tessile-abbigliamento. Infine i minerali non metalliferi, dopo la tenuta del primo trimestre dell’anno, subiscono una nuova contrazione, pari a circa 2 punti percentuali.</p>
<h3>All’insegna della prudenza il clima di fiducia degli imprenditori</h3>
<p>La crescita dell’indicatore destagionalizzato che sintetizza il sentiment degli imprenditori subisce una battuta di arresto e scende a +2 punti percentuali dai +4 p.p. rilevati nel trimestre precedente, risultato di una lieve diminuzione del clima di fiducia che è condivisa da tutte le componenti elementari che compongono l’indicatore stesso.</p>
<p>L’indicatore relativo alla produzione scende infatti da +8 a +5 e, dopo il prudente ottimismo del trimestre precedente, torna leggermente negativo quello relativo alla domanda interna (-2); sono invece ancora orientate all’ottimismo le aspettative sulla domanda estera, sia pure con una riduzione del relativo indicatore da +8 a +7.</p>
<p>Resta infine in territorio negativo l’indicatore relativo alle aspettative occupazionali, pari a -1 p.p., stesso livello del trimestre precedente.</p>
<h3>Il punto di vista di Andrea Sereni – Presidente Unioncamere Toscana</h3>
<p>“I dati provenienti dall’industria inviano segnali ancora contraddittori, sintomo delle difficoltà che le imprese incontrano nell’uscire definitivamente dall’ultima fase recessiva. È però vero che, con il progredire del 2015, si assiste ad un lento e costante miglioramento degli indicatori disponibili: da diversi trimestri non vedevamo infatti risultati così incoraggianti, delineando un percorso di graduale assestamento del ciclo economico che costituisce il necessario preludio all’avvio di una fase di ripresa.</p>
<p>Le molte incertezze che caratterizzano lo scenario economico non consentono tuttavia di abbassare la guardia, e rendono necessarie politiche in grado di stimolare la domanda interna, anche attraverso interventi infrastrutturali che rafforzino la competitività del sistema produttivo regionale, insieme a misure per sostenere la presenza delle nostre imprese all’estero.</p>
<p>Il riconoscimento e l’apprezzamento che il “<a title="About us" href="https://www.madeintuscany.it/site/about-us/">made in Tuscany</a>” continua ad avere nel mondo è frutto del lavoro incessante e della caparbietà sorprendente dei nostri imprenditori che, con coraggio, hanno continuato ad adottare politiche di investimento e di valorizzazione dei propri prodotti e processi.</p>
<p>Le Camere di Commercio, grazie ad una costante e crescente attenzione verso percorsi di internazionalizzazione che coinvolgano anche le piccole imprese, continueranno ad essere dalla parte di tutti quegli imprenditori che vogliano affrontare la sfida dei mercati globali, così come di coloro che, più in generale, perseguono più elevati standard produttivi e manageriali.”</p>
<p><em>Fonte: Unioncamere Toscana<br />
Foto: Segis, Poggibonsi <a href="https://www.madeintuscany.it/site/dt_portfolio/segis/">www.madeintuscany.it/site/dt_portfolio/segis</a><br />
</em></p>
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		<title>Imprenditoria Made in Tuscany: accelerano le imprese femminili +1,7% nel corso dell’ultimo anno</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2015 12:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro in Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditoria]]></category>
		<category><![CDATA[imprese femminili]]></category>
		<category><![CDATA[unioncamere]]></category>

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		<description><![CDATA[Toscana al 3° posto fra le regioni per crescita di imprese «rosa». Corre l’imprenditoria femminile «straniera», ma cresce anche quella giovanile e artigiana. Oltre 10mila aziende al femminile nell’industria delle vacanze e del tempo libero, settore chiave per la Toscana.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Toscana al 3° posto fra le regioni per crescita di imprese «rosa». Corre l’imprenditoria femminile «straniera», ma cresce anche quella giovanile e artigiana. Oltre 10mila aziende al femminile nell’industria delle vacanze e del tempo libero, settore chiave per la Toscana.</h2>
<p>Dal 1° aprile al 30 giugno 2015 si sono iscritte al Registro Imprese della Toscana oltre 2mila imprese femminili (quasi un terzo del totale iscrizioni del trimestre). Rispetto allo stesso periodo del 2014, le nuove aziende femminili sono aumentate del 6,7%, un ritmo più accelerato rispetto alla media nazionale (+1,1%). Risultano in aumento soprattutto le nuove imprese femminili dell’agricoltura, così come avviene su tutto il territorio nazionale, ma è soprattutto nel commercio (511 nuove iscrizioni, il 25% del totale), nelle attività industriali (272, il 13%), nel turismo (233) e nei servizi alle imprese (206) che le donne hanno trovato maggior spazio per creare un’impresa nel trimestre.</p>
<p>Nel corso dell’ultimo anno (luglio 2014-giugno 2015), al netto delle cessazioni, la crescita delle imprese femminili (+1,7%) è inoltre superiore alla crescita delle imprese toscane non femminili (+0,5%). Le imprese femminili caratterizzano ormai alcuni settori chiave dell’economia, a cominciare dall’«industria della vacanze e del tempo libero» che, in Toscana, conta nel complesso circa 38 mila imprese operanti nella ricettività e nei servizi turistici, nella ristorazione e nei pubblici esercizi, nella gestione di strutture ricreative e culturali: di queste, 10.558 aziende sono capitanate da donne. In regione, quindi, il 30% di tali imprese è a conduzione femminile, ma in molte attività incluse in tale aggregato l’incidenza di imprese «rosa» supera anche il 40% (agenzie di viaggio, servizi di prenotazione e guide turistiche, alloggi per vacanze, parchi divertimento e tematici, attività di biblioteche e archivi).</p>
<p>Questo, in sintesi, il ritratto al secondo trimestre 2015 del contributo delle donne al mondo dell’impresa, così come emerge dai dati dell’Osservatorio sull’Imprenditoria Femminile realizzato dall’Ufficio studi di Unioncamere Toscana e frutto della collaborazione con il Settore imprenditoria femminile e politiche di genere della Regione Toscana.<br />
<em><br />
“Gli ultimi dati confermano che le donne imprenditrici toscane continuano a contribuire in misura notevole a quella componente del made in Tuscany di qualità per la quale il nostro territorio è noto in tutto il mondo – sottolinea il Presidente di Unioncamere Toscana, Andrea Sereni. Le iscrizioni di imprese “rosa” sono aumentate ad un ritmo molto maggiore non soltanto rispetto alla media nazionale, ma anche rispetto a quello delle imprese toscane non femminili. Il mettersi in proprio di tante donne non rappresenta solo una chiave per l’affermazione personale e professionale, la loro voglia di mettersi in gioco e di guardare avanti, ma soprattutto rappresenta un fattore fondamentale di crescita e sviluppo. Certo, l’incertezza del domani che caratterizza le Camere di Commercio rende più arduo il nostro ruolo di affiancamento alle imprese: nonostante ciò, non dobbiamo desistere dal cercare di sostenere e ampliare il ruolo sempre maggiore svolto dal dinamismo femminile nel sistema economico regionale, premiare insomma questa energia e facilitare con tutti gli strumenti possibili il consolidamento della presenza femminile nel mondo del lavoro e dell’impresa.</em></p>
<p>“Continua la crescita di un fenomeno che in Toscana è molto più accentuato rispetto al resto del paese – commenta Stefano Ciuoffo, Assessore alle Attività Produttive della Regione Toscana &#8211; Molto interessante lo sviluppo delle imprese rosa che si registra nel settore agricolo e che va ad aggiungersi ad una consolidata presenza nel settore del tempo libero e delle vacanze. La Regione ha adottato e continua ad adottare misure concrete a sostegno dell&#8217;imprenditoria femminile. Ad esempio attraverso un fondo di garanzia, gestito da Toscana Muove, per la concessione di garanzie gratuite per l&#8217;avvio di<br />
imprese giovanili (con limite d&#8217;età a 40 anni) e femminili (senza limite d&#8217;età). Il fondo, che avrebbe dovuto chiudersi tra pochi giorni, è stato prorogato fino al giugno 2016. Inoltre a breve, a metà ottobre, verrà dato il via ad un pacchetto di agevolazioni per la creazione di imprese giovanili (sempre under40): la concessione avverrà a sportello ma, a parità di data di presentazione delle domande, la priorità verrà data prima alle domande provenienti dalle aree di crisi ed in secondo luogo alle imprese femminili.”</p>
<p><em>Photo: <a title="BARACCHI, Cortona" href="https://www.madeintuscany.it/site/dt_portfolio/baracchi-cortona/">Silvia Baracchi, Relais Il Faconiere &amp; Baracchi Winery</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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