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	<title> &#187; tulio marcelli</title>
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	<description>Made in Tuscany è il portale che raccoglie le aziende che possono vantare e garantire di svolgere le loro attività in Toscana.</description>
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		<title>Allarme Coldiretti per i tarocchi e gli orrori alimentari</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2015 12:37:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono anche il Chianti bianco svedese ed il Salami prodotto in Canada nella lista dei prodotti “sfregiati” che minano e danneggiano l’identità del <a title="Scopri il vero Made in Tuscany" href="https://www.madeintuscany.it/site/about-us/">Made in Tuscany</a> nel mondo. Ci ha pensato ancora una volta Coldiretti Toscana a metterli in mostra, questa volta nella vetrina internazionale dell’Expo di Milano, a fianco delle tantissime, fantasiose, imbarazzanti interpretazioni di piatti e prodotti falsamente toscani ed italiani. In questi anni Coldiretti di “brutti esempi” ne ha scovati tanti in giro per l’Italia.</p>
<p>Ha beccato, sempre per restare nel territorio dei vini, nella Napa Valley il Chianti tarocco ed il sangiovese “Tuscan Moon”, il kit per pseudo Chianti in bustina venduto online ma anche il “Toscano”, salame prodotto in qualche paese sconosciuto degli Usa – il “Fennel Pollin Saleme” venduto in accoppiata al vino, ancora toscano, la “Palenta” prodotta in Serbia, la “Finocchiono”, tentativo cacofonico di imitare il successo della nostra Finocchiona oggi diventata Dop e l’olio extravergine che sfrutta immagini e riferimenti della toscanità, come per esempio Firenze, per commercializzare confezioni il cui olio è la somma di miscele provenienti da paesi europei. “Monumenti”, li ha definiti, <strong><a title="Tulio Marcelli, Relais La Torre" href="https://www.madeintuscany.it/site/about-us/testimonials/tulio-marcelli-relais-la-torre/">Tulio Marcelli</a>, Presidente Coldiretti Toscana nel corso della settimana dedicata proprio al Made in Tuscany all’interno del Padiglione Coldiretti,</strong> che “vengono danneggiati, imbrattati e ridicolizzati contribuendo a rendere più profonda la crisi del nostro paese. La pirateria agroalimentare ci costa, ogni anno, diversi miliardi di euro ed impedisce la creazione di almeno 30 mila nuovi posti di lavoro lungo tutta la filiera.</p>
<p>Ogni tarocco che finisce sul mercato è uno schiaffo ai produttori serie, leali, che rispettano le regole e le tradizioni, l’ambiente e l’identità del territorio che raccontano ed esprimono”. Intanto la Toscana si conferma, ancora, leader indiscusso per numero di prodotti. Sono 461 le bandiere del gusto assegnate alla regione insediata però, come non mai, dalla Campania (457) e dal Piemonte (336). In realtà, a differenza di quanto avviene per altri articoli come la moda o la tecnologia, a taroccare il cibo italiano non sono – precisa la Coldiretti – i Paesi poveri, ma soprattutto quelli emergenti o i più ricchi a partire proprio dagli Stati Uniti e dall’Australia da dove arriva il Parmesan con il marchio Perfect italiano, ma molto diffuse sono le imitazioni dei prodotti tipici e i piatti della cucina italiana completamente inventati come la “Pasta con mais, erbe e Parmesan” indicata sul sito ufficiale di Masterchef Australia. La situazione è ancora molto più grave negli Stati Uniti dove il 99% dei formaggi di tipo italiano è realizzato in California, Wisconsin e nello Stato di New York, nonostante i nomi richiamino esplicitamente le specialità casearie più note del Belpaese. A pochi giorni dall’azione di protesta contro il formaggio fatto con il latte in polvere, così come vorrebbe l’Ue, sa ancora più di beffa. Sul web, sui principali siti di e.commerce, è pieno di prodotti tarocchi: si va dal Tuscan Cheddar prodotto nel Queensland, Australia al pecorino “Tania” Toscano Sheep’s Milk Cheese venduto su Amazon e prodotto in Ontario, Canada, fino addirittura alle patatine “Tuscany Three Cheese e tanti altri.</p>
<p>Ufficio Stampa Coldiretti Toscana</p>
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		<title>La Coldiretti: “Il Made in Tuscany è a rischio per colpa dei falsi”.</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Dec 2013 13:35:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Quanti “falsi” sotto l’albero di Natale. Quasi impossibili da “smascherare” a causa di leggi e cortocircuiti che non impongono l’etichettatura di gran parte dei prodotti che finiscono sulle nostre tavole, al valico del Brennero gli agricoltori ed allevatori pisani di <a href="https://www.madeintuscany.it/site/about-us/testimonials/tulio-marcelli-relais-la-torre/">Coldiretti </a>hanno dato il via ufficialmente alla “Battaglia di Natale” con l’obiettivo di mostrare ai consumatori del nostro paese gli inganni pronti per essere serviti sulle nostre tavole, ma anche, e soprattutto per difendere l’economia e il lavoro nelle campagne dalleimportazioni di bassa qualità che varcano le frontiere per essere spacciatecome italiane. Dai prosciutti di maiale senza etichetta ma pronti a diventare “italiani” nella grande distribuzione delle nostre città alle Stelle di Natale e altre piante che dopo un lungo viaggio dal Kenya ed Equador arriveranno nelle nostre case passando prima da Verona e poi dai vivai, dalla cisterna di grano tedesco alla mozzarella polacca per condire la pizza ad un carico di patate già etichettati con il “tricolore” fino ai cipressetti nani olandesi a cui il Carducci, nella celebre poesia, non si era certo ispirato: sono solo una infinitesimale parte dei grandi e scandalosi inganni che sono stati scoperti durante il presidio del valico del Brennero in occasione della mobilitazione “La battaglia di Natale: scegli l’Italia” promossa dalla Coldiretti.</p>
<p align="justify">Alcuni dei Tir “fermati” alla frontiera grazie ad un’operazione “verità” congiunta con le forze dell’ordine erano destinati anche alle città della nostra regione. Una processione incessante, vergognosa, inaudita e silenziosa di prodotti finiti a cui all’importatore-destinatario basterà “appicciare” la sua etichetta per proporlo al consumatore (italiano e straniero) come italiano, ai semi-lavorati e materie prime (il 33% dei prodotti venduti in Italia ed esportati con il marchio del Made in Italy contiene materie primestraniere) che dal Nord Europa, in particolare Germania, Polonia, Olanda, arriveranno fin dentro i nostri piatti attraverso escamotage e furberie varie all’insaputa dei consumatori e a danno delle aziende agricole. Al presidio, per sostenere la protesta di Natale degli imprenditori agricoli, anche il Ministro dell’Agricoltura, Nunzia De Girolamo. Alla fine dei conti gli agricoltori, e con loro il consumatore, chiedono trasparenza, etichette che indichino chiaramente il luogo di produzione, confezionamento, il metodo di allevamento ed i controlli effettuati, regolechiare insomma che in molti paesi non rispettano.</p>
<p>“Abbiamo visto passare di tutto dentro i tir; – spiega Fabrizio Filippi, Presidente Provinciale Coldiretti che ha guidato la delegazione di allevatori ed agricoltori della Provincia di Pisa insieme al Direttore, Aniello Ascolese – dalle cosce di maiale senza timbri che per incanto diventano italiani alle patate. Ogni giorno è la stessa storia: migliaia di tir portano in Italia il falso Made in Italy. Stiamo perdendo straordinarie opportunità occupazionali, economiche e di prospettive che un paese importante come il nostro non dovrebbe mancare. Attualmente – prosegue  – in Italia l’obbligo di indicare la provenienza è in vigore per carne bovina (dopo l’emergenza mucca pazza), pollo (dopo l’emergenza aviaria), ortofrutta fresca, uova, miele, latte fresco, passata di pomodoro, extravergine di oliva, ma ancora molto resta da fare e l’etichetta è anonima per circa la metà della spesa dalla pasta ai succhi di frutta, dal latte a lunga conservazione ai formaggi, dalla carne di maiale ai salumi fino al concentrato di pomodoro e ai sughi pronti. Non possiamo più aspettare”.</p>
<p align="justify">Gli fa eco Laura Chiellini, imprenditrice agricola di Cascina: “Mi sento offesa. Ci mettiamo passione, lavoro, serietà, impegno, risorse. Oggi i riflettori sono accesi, da domani il consumatore tornerà a non sapere cosa mangia. Lo Stato deve fare qualcosa: non può continuare a permettere che non ci sia trasparenza”. Secondo il dossier presentato da Coldiretti “gli inganni del finto Made in Italy sugli scaffali riguardano due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’estero, ma anche tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta, oltre un terzo della pasta ottenuta da grano che non è stato coltivato in Italia all’insaputa dei consumatori, e la metà delle mozzarelle che sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere”.</p>
<p>Ma l’inganno riguarda anche l’olio, il principe della dieta mediterranea e simbolo del <a href="https://www.madeintuscany.it/site/about-us/">Made in Tuscany</a>, il pomodoro da industria, il latte a lunga conservazione, e ancora semilavorati come le cagliate, polvere di latte, caseine e caseinati che vengono utilizzati per produrre all’insaputa del consumatore formaggi di fatto senza latte. Pensionato, ex allevatori di bovini da latte di Cascina, al Brennero per manifestare “per loro”, per i figli a cui ha passato l’azienda c’è anche Gabriele Bianchi: “il latte che arriva dall’estero è anche pagato di più rispetto a quello che lo pagano in Italia a noi. Più buono? Penso proprio di no. E’ anche meno fresco. Questo latte percorre centinaia di chilometri per essere consegnato prima di essere confezionato e messo sugli scaffali”.</p>
<p>Ecco perché la principale organizzazione agricola torna a ricordare la necessità di dare completa attuazione alle leggi nazionale e comunitaria che prevedono l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti insieme ad invitare i consumatori, già da oggi, ad acquistare prodotti del territorio: “nonlasciatevi ingannare – conclude Filippi – e scegliete di sapere cosa acquistare e pretendete informazioni adeguate. Partiamo da questo Natale: lanciamo tutti insieme un messaggio a chi oggi sta provando a rubarci il futuro”. La Battaglia di Natale di Coldiretti proseguirà con altre mobilitazioni e manifestazioni.</p>
<p>Fonte: Coldiretti Pisa</p>
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		<title>L’Unione Europea riconosce 24 prodotti di qualità Made in Tuscany</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Oct 2013 15:53:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Toscana regina d’autunno. Sono ben 6 su 24, i prodotti legati all’autunno, tra Dop e Igp, riconosciuti dall’Unione Europea. La Castagna del Monte Amiata, il Marrone del Mugello, il Marrone di Caprese Michelangelo nell’aretino, la Farina di Castagne della Lunigiana, la Farina della Garfagnana e il Neccio della Garfagnana sono questi i magnifici frutti...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>La Toscana regina d’autunno. Sono ben 6 su 24, i prodotti legati all’autunno, tra Dop e Igp, riconosciuti dall’Unione Europea.</h2>
<p>La Castagna del Monte Amiata, il Marrone del Mugello, il Marrone di Caprese Michelangelo nell’aretino, la Farina di Castagne della Lunigiana, la Farina della Garfagnana e il Neccio della Garfagnana sono questi i magnifici frutti del bosco che l’Ue ha inserito nella speciale classifica che sancisce, ancora una volta, il ruolo di primo piano all’agroalimentare <em><strong>Made in Tuscany</strong> </em>a livello mondiale dove si stima le esportazioni possano raggiungere, nel 2013, la soglia record di 2miliardi di euro. La Toscana contribuisce al primato europeo con 24 prodotti di qualità su 248 riconosciuti. A renderlo noto è Coldiretti Toscana sulla base del rapporto annuale dell’Istat. Sono 13.139 gli operatori certificati nel 2012, in leggero calo rispetto all’anno precedente (-4,5%) a fronte di un aumento delle superficie del 10% pari a 6mila ettari. La Toscana si conferma anche la regione con le concentrazioni più significative di produttori (17,3%) e trasformatori (16,9%) dove prevalgono gli operatori oleari (molitori e imbottigliatori). Tra i prodotti spiccano inoltre gli extravergine di oliva. 5 su 41 a livello nazionale sono toscani: l’Igp Toscano che rappresenta anche la principale produzione olivicola, i Dop Terre di Siena, Lucca, Seggiano e Chianti Classico. Dop anche la filiera della razza suina di cinta senese, il Miele della Lunigiana che è anche il primo a livello europeo ad aver ottenuto il riconoscimento e il Pecorino (Romano e Toscano), il Prosciutto Toscano tra le denominazioni di nicchia. “Questo incredibile patrimonio – spiega Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana – a cui dobbiamo aggiungere il vino che rappresenta una parte importante del fatturato regionale dell’agroalimentare contribuisce alla leadership qualitativa nazionale in molte produzioni e spinge l’export che nel primo semestre dell’anno ha continuato a crescere ancora. Sono tutti segnali positivi di un settore in controtendenza dove l’occupazione e l’export aumentano nonostante le difficoltà di tutti i giorni”. Ad andare forte fuori dal confini nazionali sono l’olio con + 18,3%, pasta + 12% e vino + 7%. “Sono i prodotti che identificano meglio la nostra regione – spiega Marcelli – e che nell’immaginario collettivo godono di una grandissima fiducia”.</p>
<p>Made in Tuscany tanto bello, buono ed apprezzato da essere facile bersaglio dell’agro-pirateria, falsi a tavola e tarocchi alimentari. Dal Chianti prodotto nella Nappa Valley o addirittura proposto in Kit Fai da te per ricordare gli esempi più clamorosi ai salumi, formaggi e olio. Uno scippo che, stima Coldiretti, costa un ammanco di 6miliardi di euro all’anno al Pil agricolo regionale impedendo la nascita di 30mila nuovi posti di lavoro nella filiera agroalimentare. “E’ la battaglia più importante che la nostra regione deve sostenere e vincere per garantirsi unfuturo ed una centralità nazionale ed europea – conclude ancora Marcelli – ecco perché dobbiamo pretendere indicazioni di origine, tracciabilità ed etichettatura chiara e trasparente”.</p>
<p>Fonte: Coldiretti Toscana</p>
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		<title>Tutti uniti per il Made in Tuscany</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jul 2013 10:33:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>L’<em>evento Made in Tuscany a Villa Severi di mercoledì 24 luglio</em> ha confermato, anche nelle testimonianze trasversali dei vertici istituzionali presenti, l’esigenza largamente diffusa nonché l’urgenza di proteggere e far conoscere i prodotti della regione Toscana in ambito nazionale e internazionale. Nelle parole di esordio di <strong>Andrea Fabianelli</strong>, <em>Presidente Confindustria Arezzo e Vice presidente Confindustria Toscana</em>, l’orgoglio di appartenere ad una regione ricca di eccellenze ancora vive e competitive. <strong>Ferrer Vannetti</strong>, <em>Presidente provinciale di Confartigianato Imprese Arezzo</em>, rimarcava l’importanza della cultura e della storia a cui far riferimento per il rilancio dell’economia attraverso una vera innovazione a tutti i livelli. <strong>Anna Lapini</strong>, <em>Presidente provinciale della Confcommercio Arezzo</em>, focalizzava il recupero strategico del savoire-faire dell’artigianato in grado di combattere l’omologazione dei prodotti provenienti da tutto il mondo e in relazione a questo un nuovo atteggiamento del commerciante chiamato in primis ad una oculata selezione del prodotto puntando sulla qualità. <strong>Alfredo Provenza</strong>, <em>Camera di Commercio di Arezzo</em>, concordava sulla necessità delle piccole e medie aziende di fare rete per condividere know-how e azioni marketing. <strong>Tulio Marcelli</strong>, <em>Presidente Coldiretti Toscana</em>, con dati alla mano incontrovertibili ci ha messo in guardia su pericolose azioni di “Tuscan sounding” nel settore agroalimentare a danno della nostra economia e della nostra salute. Il <em>Consigliere regionale</em> <strong>Enzo Brogi</strong> ha ribadito con forza la notorietà della Toscana facendo notare che è l’unica regione italiana (insieme alla Sicilia) che può vantare la propria traduzione in lingua inglese. In virtù di ciò <strong>tutti hanno appoggiato</strong> la nostra soluzione di creare <strong>questo marchio ombrello veicolato dal portale internet Madeintuscany.it</strong> e dai vari strumenti multimediali ad esso connessi, QRcode in testa, a tutela dei prodotti autenticamente Made in Tuscany.</p>
<p>Un ringraziamento alle Associazioni Partner dell’evento, <strong>AIS Toscana delegazione d&#8217;Arezzo, Strada del Vino Terre d&#8217;Arezzo, Associazione Cuochi Arezzo e AICOO Associazione Italiana Conoscere l&#8217;Olio d&#8217;Oliva.</strong></p>
<p>E un grazie speciale alle aziende che hanno messo a disposizione degli invitati i loro eccelsi prodotti: <strong>Fabrizio Dionisio, Petrolo, Pomaio, Il Carnasciale, Migliarina &amp; Montozzi, Baldetti Alfonso, Fattoria di Gratena, Villa Le Vigne, Pancole, Montemaggiore, La Torre, La Striscia, Villa La Ripa, La Traiana, Bonci Pasticceri, DolceVerde, IVV, Lodovichi Ricevimenti, Moodel, Panificio Menchetti Pietro, Pasta Toscana, Ristorante Belvedere, Toscana Mignon.</strong></p>
<p>Un ringraziamento speciale a Leonardo Savelli.<br />
Alessio Papi &amp; Michele Lazzaro<br />
MadeinTuscany</p>
<p>&nbsp;</p>

<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/img_2762/' title='Alessio Papi &amp; Michele Lazzaro / Made in Tuscany'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/IMG_2762-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Alessio Papi &amp; Michele Lazzaro / Made in Tuscany" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/img_2929/' title='IMG_2929'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/IMG_2929-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_2929" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/img_2925/' title='IMG_2925'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/IMG_2925-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_2925" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/img_2946/' title='IMG_2946'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/IMG_2946-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_2946" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/img_2940/' title='IMG_2940'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/IMG_2940-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_2940" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/img_3047/' title='IMG_3047'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/IMG_3047-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_3047" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/img_3043/' title='IMG_3043'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/IMG_3043-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_3043" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/img_3042/' title='IMG_3042'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/IMG_3042-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_3042" /></a>
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<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/img_3033/' title='IMG_3033'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/IMG_3033-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_3033" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/img_3041/' title='IMG_3041'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/IMG_3041-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_3041" /></a>
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<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/img_2855/' title='IMG_2855'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/IMG_2855-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_2855" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/img_2858/' title='IMG_2858'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/IMG_2858-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_2858" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/img_2835/' title='IMG_2835'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/IMG_2835-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_2835" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/img_2839/' title='IMG_2839'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/IMG_2839-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_2839" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/img_2840/' title='IMG_2840'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/IMG_2840-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_2840" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/img_2844/' title='IMG_2844'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/IMG_2844-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_2844" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/img_2825/' title='IMG_2825'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/IMG_2825-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_2825" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/_mg_2969/' title='_MG_2969'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/MG_2969-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_2969" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/_mg_2955/' title='_MG_2955'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/MG_2955-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_2955" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/_mg_2890/' title='_MG_2890'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/MG_2890-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_2890" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/_mg_2891/' title='_MG_2891'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/MG_2891-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_2891" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/_mg_2895/' title='_MG_2895'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/MG_2895-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_2895" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/_mg_2897/' title='_MG_2897'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/MG_2897-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_2897" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/_mg_2837/' title='_MG_2837'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/MG_2837-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="_MG_2837" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/_mg_2834/' title='Evento Made in Tuscany, Villa Severi Arezzo'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/MG_2834-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Evento Made in Tuscany, Villa Severi Arezzo" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/_mg_2832/' title='Evento Made in Tuscany, Villa Severi Arezzo'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/MG_2832-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Evento Made in Tuscany, Villa Severi Arezzo" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/_mg_2823/' title='Evento Made in Tuscany, Villa Severi Arezzo'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/MG_2823-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Evento Made in Tuscany, Villa Severi Arezzo" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/_mg_2801/' title='Evento Made in Tuscany, Villa Severi Arezzo'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/MG_2801-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Evento Made in Tuscany, Villa Severi Arezzo" /></a>
<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/_mg_2789/' title='Evento Made in Tuscany, Villa Severi Arezzo'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/MG_2789-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Evento Made in Tuscany, Villa Severi Arezzo" /></a>
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<a href='https://www.madeintuscany.it/site/tutti-uniti-per-il-made-in-tuscany/_mg_2818/' title='Evento Made in Tuscany, Villa Severi Arezzo'><img width="150" height="150" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2013/07/MG_2818-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Evento Made in Tuscany, Villa Severi Arezzo" /></a>
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		<title>SAVE THE TUSCAN STYLE, mercoledì 24 luglio ore 21 a Villa Severi ad Arezzo</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jul 2013 14:25:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si terrà nel magnifico scenario di Villa Severi ad Arezzo il secondo evento Made in Tuscany. Il prossimo 24 Luglio alle ore 21:00 l’elegante villa settecentesca avrà il piacere di ospitare le tante aziende toscane che si ritroveranno ancora una volta per dichiarare con orgoglio la loro appartenenza a questo marchio ombrello che racchiude già...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si terrà nel magnifico scenario di <strong>Villa Severi ad Arezzo</strong> il <strong>secondo evento Made in Tuscany</strong>. Il prossimo <strong>24 Luglio alle ore 21:00</strong> l’elegante villa settecentesca avrà il piacere di ospitare le tante aziende toscane che si ritroveranno ancora una volta per dichiarare con orgoglio la loro appartenenza a questo marchio ombrello che racchiude già oltre 160 attività. Il successo della prima serata tenutasi nel capoluogo toscano lo scorso 3 Luglio, ha spinto <strong>Alessio Papi e Michele Lazzaro</strong>, <em>fondatori</em> e artefici di questa ambiziosa iniziativa a carattere internazionale tesa a valorizzare le realtà produttive del territorio, a replicare questo momento di confronto fra imprese toscane di ogni settore merceologico. Questa volta i riflettori saranno puntati su alcune eccellenze del settore enogastronomico della provincia di Arezzo. La serata, organizzata in collaborazione con <strong>AIS Toscana delegazione d&#8217;Arezzo, la Strada del Vino Terre di Arezzo, l’Associazione Cuochi Aretini, l&#8217;Associazione Italiana Conoscere l&#8217;Olio d&#8217;Oliva</strong>, con la preziosa regia del sommelier valdarnese<em> Leonardo Savelli</em>, si preannuncia particolarmente piacevole per i numerosi invitati grazie ad una serie di degustazioni di vino e olio extravergine d&#8217;oliva. Anche in relazione alla notorietà e all’interesse che il portale internet Madeintuscany.it ha raggiunto in appena quattro mesi di vita, apriranno la serata con un discorso inaugurale sul tema della valorizzazione del territorio e il rilancio delle aziende toscane personalità importanti come <strong>Andrea Fabianelli, </strong>Presidente Confindustria Arezzo e Vice presidente Confindustria Toscana,<strong> Ferrer Vannetti</strong>, Presidente provinciale di Confartigianato Imprese Arezzo,<strong> Anna Lapini</strong>, Presidente provinciale della Confcommercio Arezzo,<strong> Tulio Marcelli</strong>, Presidente Coldiretti Toscana, ed<strong> Enzo Brogi</strong>, Consigliere Regionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ASSOCIAZIONI PARTNER:</strong><br />
AIS Toscana delegazione d&#8217;Arezzo<br />
Strada del Vino Terre d&#8217;Arezzo<br />
Associazione Cuochi Arezzo<br />
AICOO Associazione Italiana Conoscere l&#8217;Olio d&#8217;Oliva</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>AZIENDE PARTNER:</strong><br />
Bonci Pasticceri, DolceVerde, IVV, Lodovichi Ricevimenti, Moodel, Pasta Toscana, Ristorante Belvedere, Toscana Mignon.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PER INFORMAZIONI</strong><br />
T. 335 7822951 / <a href="mailto:info@madeintuscany.it">info@madeintuscany.it</a> / www.madeintuscany.it</p>
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		<title>La pesca in Toscana affonda, aumenta il pesce non italiano</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jul 2013 08:49:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Meno pesce fresco in tavola per effetto della crisi e a risentirne sarà anche la nostra salute. La crisi fa scendere i consumi di pesce italiano (-16%) al di sotto dei limiti di guardia: ogni consumatore dovrebbe &#8211; a questo punto è d’obbligo il condizionale &#8211; consumare almeno 20 chili di pesce all’anno. Ma non...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Meno pesce fresco in tavola per effetto della crisi e a risentirne sarà anche la nostra salute. La crisi fa scendere i consumi di pesce italiano (-16%) al di sotto dei limiti di guardia: ogni consumatore dovrebbe &#8211; a questo punto è d’obbligo il condizionale &#8211; consumare almeno 20 chili di pesce all’anno. Ma non è così, almeno non più. E’ uno dei dati forniti nel corso del convegno promosso da <strong>Impresa Pesca Coldiretti</strong> che si è tenuto questo pomeriggio a Viareggio nel corso del quale si è parlato diffusamente della crisi del settore connessa anche alla crisi dei consumi. La recessione ha portato il consumatore medio ad acquistare meno pesce (-11%) secondo un’analisi di Coldiretti sulla base delle elaborazioni sui dati Ismea relativi al primo quadrimestre del 2013. Il 75% del pesce consumato all’anno pro-capite “non è italiano” ma proviene quindi da altri paesi; solo 5 dei 20 chilogrammi è “Made in Italy”. <em>“Un dato che fa impressione</em> – ha commentato <strong>Tulio Marcelli</strong>, Presidente Coldiretti Toscana aprendo il convegno – <em>ma che il nostro progetto di rilancio e valorizzazione vuole provare ad invertire insieme alla crisi del settore che è sempre più acuta. Tre quarti del pesce che consumiamo non è italiano ma è pescato in altri mari che non sono i nostri e di cui a volte la provenienza è molto dubbia per non parlare della qualità. L’aumento degli allarmi alimentari è lì a dimostrare che bisogna fare di più sul fronte della tracciabilità e della valorizzazione del prodotto locale”</em>. Secondo Coldiretti (info su www.toscana.coldiretti.it) sono aumentate del 6,3% le famiglie che hanno rinunciato ad acquistare pesce fresco nonostante i prezzi al consumo siano rimasti pressoché stabili. A segnare un forte calo nei è il pesce azzurro come le alici che calano del 12% ma nel piatto degli italiani diminuiscono anche i calamari (-14%) e le cozze e gli altri mitili (-12%). Il progetto di “Impresa Pesca Coldiretti” presentato in occasione del convegno mira a rimettere al centro della “filiera ittica” l’impresa potenziando la vendita diretta, tagliando le intermediazioni e favorendo il consumo di pesce fresco appena pescato e locale. Impresa Pesca ha avviato, proprio in Versilia, alcuni progetti di “porta a porta” e vendita diretta nei mercati di Campagna Amica che stanno dando risposte alle imprese e al consumatore finale. “La pesca di Campagna Amica accorcia la filiera del mercato ittico, garantendo al consumatore un prodotto fresco, italiano e sempre tracciabile. In questo modo – ha spiegato il Direttore di Fondazione Campagna Amica, <strong>Toni De Amicis -</strong> viene tutelato l&#8217;ambiente, il lavoro dei pescatori e la qualità di ciò che portiamo in tavola&#8221;. Per<strong> Tonino Giardini</strong>, Coordinatore Nazionale di Impresa Pesca “i marchi di tutela come l’Igp e la Dop, possono essere una tutela forte per il pescato locale. La crisi di questo settore deriva dal fatto che le imprese non sono in grado di fare reddito. Valorizzando e tracciando il nostro prodotto, rimodificando i criteri di tracciabilità si può invertire la tendenza”.</p>
<p>Tra i fattori dell’involuzione del settore, oltre alla crisi appunto, l’aumento dei costi di produzione. Particolarmente significativo su questo fronte invece il “taglio” dei costi del gasolio con l’avvio del progetto “Gasolio Sociale” per il rifornimento dei pescherecci viareggini che produrrà un sensibile risparmio. Che la pescatoscana, come del resto quella nazionale, fosse in crisi non è un mistero. Il numero delle imbarcazioni attive è drasticamente crollato passando dalle 887 unità del 1999 alle attuali 607 con un saldo negativo di 280 (-31%). Il ridimensionamento progressivo e costante della flotta ha prodotto effetti inevitabili sulla composizione dell’equipaggio: dal 2001 ad oggi si sono persi complessivamente il 10% di addetti diretti con la media equipaggio ferma all’ 1,7 contro il 2,2 nazionale. I fattori alla base della fuoriuscita di occupati dal settore sono da collegare – come spiega bene nel rapporto annuale l’Irepa &#8211; in primis alla progressiva riduzione del numero di pescherecci, tuttavia un ruolo importante in questo andamento è stato svolto anche dalla riduzione della produttività fisica ed economica delle imbarcazioni e, soprattutto nell’ultimo biennio, dall’aumento dei costi di produzione cha ha contribuito ad aggravare la condizione economica delle imprese di pesca e quindi dei lavoratori. Basti considerare che il costo del lavoro per addetto annuo, che corrisponde al compenso lordo percepito dall’equipaggio, evidenzia rispetto al 2004, una riduzione di oltre il 15% sia su base annua sia mensile. In forte frenata anche il fatturato (-24% rispetto al 2011) con il 2012 che si è chiuso con un totale di circa 41milioni di euro di utili rispetto ai 51milioni dell’anno prima: una delle peggiori performance dal 2008 (38milioni di euro). Le difficoltà strutturali del comparto fanno ancora più impressione se consideriamo le quantità di <strong>catture annuali</strong> che sono direttamente collegate alla riduzione del numero dei battelli e dei giorni di pesca (110 giorni media battello per untotale di 67228):<strong> &#8211; 61% rispetto al 1999 (21mila tonnellate contro le 8mila del 2012).</strong> Tra i temi al centro del convegno il fermo pesca, la tracciabilità ed il controllo.</p>
<p><strong>Modelli vincenti.</strong> Dal mare direttamente nel piatto: per questo si chiama miglio zero. In regione, in particolare a Viareggio, ci sono già alcune affermate esperienze partite nell’ultimo anno che spaziano dalla vendita diretta nei mercati di Campagna Amica fino al “porta a porta” con servizio di “sfilettamento” del pescato acquistato sul posto. Tutto incluso nel prezzo. Modelli vincenti replicabili ed esportabili che sarannopotenziati ed implementati dai primi ristoranti di “Campagna Amica nel Piatto” che utilizzano pesce locale, 100% dei nostri mari. A Viareggio, per esempio, abbiamo Marco e Paolo, due giovani “pescivendoli” figli di capitani che vendono il pescato delle motonavi di famiglia. Miglio zero estremo.</p>
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		<title>Marcelli, Coldiretti: &#8220;Il Made in Tuscany è un investimento sicuro, di prospettiva e lungimirante&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jul 2013 15:02:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentare Toscano]]></category>
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		<description><![CDATA[Mollo tutto e vado a produrre vino in Italia. La Toscana si conferma la regione più appetibile del nostro paese per una fuga lunga tutta la vita, il posto giusto per vivere con la famiglia e crescere i propri figli in maniera sana seguendo i ritmi della campagna. Ma è sempre più spesso, soprattutto in...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mollo tutto e vado a produrre vino in Italia. La Toscana si conferma la regione più appetibile del nostro paese per una fuga lunga tutta la vita, il posto giusto per vivere con la famiglia e crescere i propri figli in maniera sana seguendo i ritmi della campagna. Ma è sempre più spesso, soprattutto in tempi incerti come quelli che stiamo vivendo, una regione in cui “investire”, una terra di conquista dove mettere al sicuro i propri capitali diversificando il loro impiego come ha dimostrato in tempi recentissimi il caso dell’imprenditore cinese che alcuni mesi fa ha acquistato un’azienda nel Chianti, la “Casa Nova – La Ripintura”.</p>
<p>L’azienda è costata circa 2 milioni di euro. Un caso emblematico quello della piccola azienda del Gallo Nero che èstato tra i protagonisti dell’esposizione “Lo scaffale del Made in Italy che non c’è più” presentanto in occasione dell’Assemblea Nazionale di Coldiretti che si è tenuta questa mattina, giovedì 4 luglio, al Palalottomatica di Roma. Le due principali etichette sono state esposte nel salone insieme agli altri “esempi” di marchi storici passati in mani straniere. <strong>“Il Made in Tuscany – conferma Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana – è un investimento sicuro, di prospettiva e lungimirante. Ha enormi margini di crescita rappresentando una cultura molto apprezzata nel mondo, irriproducibile e quindi unica. L’agroalimentare è, a tutti gli effetti, un settore rifugio molto economicamente interessante per le multinazionali come stanno palesando le tante acquisizioni di marchi storici del nostro paese; non ultima l’azienda del Chianti”.</strong></p>
<div>L’acquisto della “Casa Nova” è stato, tra quelle colline simbolo della toscanità agroalimentare che hanno già ribattezzato Chiantishire per la massiccia presenza di inglesi, tedeschi e francesi, il primo “acquisto” da parte di investitori cinesi anche se in Toscana in verità lo shopping non è certo una frontiera nuova. Nel 2012 la Costellations si era assicurata per 50milioni di euro un altro marchio storico, il Ruffino, azienda vinicola fondata nel 1877. Ma non sono gli unici esempi: l’aretina Buitoni acquisita dalla svizzera laNestlè (1988), la fiorentina Carapelli acquisita dal gruppo spagnolo Sos (2006) e la lucchese Bertolli venduta alla Uliver, poi acquisita anch’essa dal gruppo Sos (2008). “Non sarà l’ultimo caso – anticipa Marcelli – il nostro agroalimentare è l’unico settore in controtendenza; nel primo trimestre del 2013 ha continuato a galoppare con un importante +7% così come vino e olio”. Sono due dei prodotti d’eccellenza toscani dell’immaginario mondiale a tirare la volata nel primo trimestre del 2013: le esportazioni di vino sono ulteriormente aumentate del 5,7% (5,2% nello stesso periodo del 2012) mentre l’olio del +10,5% (8,2% nello stesso periodo del 2012).</div>
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<div>Il dato più impressionante è però l’export verso la Cina: dal 2008 le esportazioni di vino italiano sono cresciute del 377%. Vino e olio sono i due piloni produttivi, guarda caso, dell’azienda del Chianti che oggi batte bandiera di Hong Kong. “I marchi del nostro agroalimentare sono un’ipoteca sul futuro. Sta avvenendo quello che è già successo nella moda ed in molti altri settori del lusso e del nostro Made in Italy. Penso alla Ducati, a Fendi, Bulgari, Gucci e così via. Le attenzioni da parte di imprenditori stranieri ci lusingano ma questo è un patrimonio che gli imprenditori toscani devono difendere con tutte le forze perché rappresenterà il futuro della nostra economia insieme alla filiera agricola tutta italiana che è il pilastro del nostro progetto”. A velocizzare questo processo la crisi economica che spinge molte imprese e società a vendere. Coldiretti (info su www.toscana.coldiretti.it) teme che il passaggio di proprietà a capitali stranieri possa innescare una serie di“effetti indesiderati” come lo svuotamento finanziario delle società acquisite e la delocalizzazione della produzione o di parte di essa. Il Chianti è, tra le altre cose, uno dei prodotti più taroccati al mondo, prodotto persino nellaNappa Valley, almeno ci provano: “E’ un processo di fronte al quale occorre – spiega ancora Marcelli – accelerare nella costruzione di una filiera agricola tutta italiana che veda direttamente protagonisti gli agricoltori per garantire quel legame con il territorio che ha consentito ai grandi marchi di raggiugere traguardi prestigiosi”.</div>
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<div>Secondo una previsione di “Scenari Immobiliari” in Toscana acquisteranno nel 2013 proprietà immobiliari il 16% di non residenti che sceglieranno di investire in Italia a confermare ulteriore di un’attrazione fatale. C’è chi investirà in ville e casali, ma anche chi, come sempre più spesso sta accadendo, in casolari agricoli da “ristrutturare” e da avviare alla produzione. Gli investitori sono però, a differenza delle altre rumorose acquisizioni, “anonimi” cittadini del Nord Europa, inglesi, tedeschi e francesi, che decidono di “trasferirsi” in Toscana per produrre olio, vino e altri prodotti ed integrarsi con la comunità locale. Una “migrazione” al contrario alla ricerca della “Toscana Felix” narrata dalla letteratura e dai film. E’ la scelta, per esempio, di una famiglia olandese, nel pisano, che ha mollato tutto per acquistare un’azienda agricola e produrre olio. Si dice che sia diventata una passione più grande di Van Gogh e che il prodotto sia ottimo. Nella lunigiana invece, un impiegato, dopo anni in “giacca e cravatta” ha deciso di lasciare la sua scrivania per acquistare un casolare ed iniziare a produrre vino. “Quando gli stranieri mettono piede in Toscana se ne innamorano. Per questi soggetti le porte della nostra regione sono sempre aperte perchédimostrano il desiderio di una integrazione culturale  completa; non sono venuti in Toscana per svuotare il valore dei nostri marchi per viverci”.</div>
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<div>Fonte: Coldiretti Toscana &#8211; Ufficio Stampa</div>
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