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	<title> &#187; solidarietà</title>
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	<description>Made in Tuscany è il portale che raccoglie le aziende che possono vantare e garantire di svolgere le loro attività in Toscana.</description>
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		<title>Il Giardino dei Semplici di Firenze torna a nuova vita</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2015 14:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati aziende Made in Tuscany]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà in Toscana]]></category>
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		<description><![CDATA[Il legame fra un'autentico marchio Made in Tuscany come la Frosini Pietre e la propria terra è indissolubile e lo dimostra l'impegno profuso dall'azienda nel riportare a nuova vita questo meraviglioso angolo di Firenze realizzando appositamente alcune stupende panchine iin Pietra Macigno di Greve.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Il legame fra un&#8217;autentico marchio Made in Tuscany come la Frosini Pietre e la propria terra è indissolubile e lo dimostra l&#8217;impegno profuso dall&#8217;azienda nel riportare a nuova vita questo meraviglioso angolo di Firenze realizzando appositamente alcune stupende panchine di Pietra Macigno di Greve.</h2>
<p>L’<strong>Orto Botanico “Giardino dei Semplici”</strong> fu creato dalla famiglia Medici, come Giardino di piante medicinali (i Semplici) nel 1545. E’ fra gli Orti più antichi al mondo e si sviluppa su un’area di oltre due ettari, al chiuso e al coperto. Le serre, le più grandi d’Italia, sono del XIX secolo; all’aperto, di grande suggestione, sono presenti cinque alberi monumentali, tra cui il Tasso del 1720 e la Sughera del 1805.</p>
<p>Dopo i danni subiti dalla tromba d’aria che si è abbattuta su Firenze il 19 Settembre 2014, l’Orto è stato chiuso per più di sette mesi, durante i quali l’Università, le Istituzioni e tanti semplici cittadini, si sono mobilitati per una importante operazione di restauro delle strutture e di piantumazione di nuove essenze. Il giardino è stato dotato di una moderna segnaletica Bluetooth e arricchito di nuove panchine in Pietra Macigno, fornite dalla<a title="FROSINI PIETRE, Firenze" href="https://www.madeintuscany.it/site/dt_portfolio/frosini-pietre-firenze/"><strong> Frosini Pietre</strong></a>.</p>
<p>La realizzazione delle panchine di Pietra Macigno di Greve ha seguito un preciso percorso.<br />
La prima fase è stata il rilievo delle panchine esistenti; in questo modo ne sono state definite le dimensioni e le caratteristiche: una lastra monolitica di 250cm di lunghezza per una larghezza di 51,5 cm e uno spessore di 10 cm, con peso di circa 350 kg. La lastra doveva essere sorretta da due zampe monolitiche, sagomate come le preesistenti, di 50 cm per una altezza di 40,5 cm per un peso di 80 kg ciascuna. Il rilievo ha interessato anche il dettaglio della forma della panchina, (stondata sui lati corti e realizzata con una costa a toro e un listello) e della finitura della superficie: la martellina a mano. Individuate le dimensioni dei singoli elementi, sono stati selezionati i blocchi di Pietra Macigno di Greve e avviati al taglio dei telai per ricavare le lastre di sp cm 10 e 15 che hanno dato vita alle panchine. Nel frattempo, dalla presa misure il passaggio successivo è stato la trasposizione grafica su programma Cad; in questa fase si sono controllate, con l’ausilio dell’informatica, tutte le dimensioni e il progetto dell’opera e si è impostato il programma per la sagomatura della Pietra Macigno sulle macchine, che hanno avuto il compito di sgrossare i blocchi e agevolare gli scalpellini nel lavoro di rifinitura. Ogni panchina è stata rifinita a mano nella forma e nella superficie e dotata di barre di armatura a vantaggio di sicurezza, collaudandola poi in laboratorio. La fase conclusiva ha visto il trasporto dei singoli elementi lapidei e il loro posizionamento tra i vialetti dell‘Orto Botanico. E’ stato necessario prevedere uno scavo per le fondazioni delle zampe e quindi, con l’ausilio dei mezzi meccanici, le lastre monolitiche di 250 cm sono state definitivamente ancorate alle zampe per poter diventare parte integrante dell’Orto Botanico di Firenze.</p>
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		<title>I lavoratori dell’IMA di Calenzano donano il premio di produttività al fondo regionale per il microcredito</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Nov 2013 10:37:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La solidarietà vera Made in Tuscany. A Calenzano, provincia di Firenze, dove i 130 lavoratori della IMA hanno deciso di rinunciare al premio di produzione e hanno convinto l’azienda a versare la quota loro destinata al fondo regionale per il Microcredito. Si tratta di 60 mila euro che andranno ad implementare le risorse destinate alla...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La solidarietà vera <a title="Solidarietà Made in Tuscany" href="http://www.madeintuscany.it" target="_blank">Made in Tuscany</a>.</strong> A Calenzano, provincia di Firenze, dove i 130 lavoratori della IMA hanno deciso di rinunciare al premio di produzione e hanno convinto l’azienda a versare la quota loro destinata al fondo regionale per il Microcredito. Si tratta di 60 mila euro che andranno ad implementare le risorse destinate alla misura varata dalla Regione per sostenere i lavoratori da mesi senza stipendio o ammortizzatori sociali, che si trovano nella necessità di avere risposte concrete di sostegno al reddito per tirare avanti.</p>
<p>I rappresentanti sindacali guidati dal segretario provinciale della Fiom Daniele Calosi, insieme al direttore dell’organizzazione del gruppo IMA spa Massimo Ferioli, hanno annunciato la decisione al presidente Enrico Rossi che li ha ricevuti oggi a Palazzo Strozzi Sacrati. “Una storia bella, una scelta decisamente controcorrente – ha commentato il presidente – che fa onore ai lavoratori e alla loro capacità, pur vivendo in una realtà privilegiata, di essere solidali e attenti alle pesanti ricadute sociali della crisi. Questo gesto è anche un segnale di speranza, che mette in luce una realtà che purtroppo la crisi tende a nascondere. E questa realtà ci dice che in Toscana esistono aziende sane, radicate nel territorio e intenzionate a restarci. Perchè sanno che le competenze e le professionalità acquisite negli anni, sono un patrimonio prezioso che sarebbe sbagliato disperdere e che non si può ricreare ovunque”.</p>
<p>La IMA di Calenzano, come ha spiegato il suo direttore, è parte di un gruppo italiano, la cui sede centrale è a Bologna ma che a Calenzano mantiene una vocazione particolare, quella della produzione di macchine automatiche per il con fezionamento di farmaci e alimenti. Come è nata l’idea? I lavoratori lo spiegano con semplicità al presidente Rossi. “Abbiamo deciso di donare a qualcuno meno fortunato di noi quello che la contrattazione di secondo livello aveva destinato ai dipendenti in caso di aumenti di produttività”. La Rsu ne ha parlato con la Fiom, unico sindacato presente in azienda e poi, con un referendum in fabbrica, la decisione. Ora la Fiom spera che anche i lavoratori di altre imprese che vanno bene seguano l’esempio, dando così una mano alla Regione che, nonostante le crescenti difficoltà nel reperire risorse, è impegnata a fare fronte all’emergenza sociale causata dal perdurare della crisi. Come ha ricordato il presidente Rossi, la misura a favore dei lavoratori, partita il 7 novembre scorso, è stata varata con la collaborazione delle organizzazioni sindacali che hanno messo in piedi sportelli in tutta la regione. Possono usufruirne lavoratori e lavoratrici dipendenti, residenti in Toscana, che da almeno due mesi non ricevono lo stipendio o che sono in attesa di percepire gli ammortizzatori sociali. La Regione, grazie ad un investimento di 5 milioni, per tre anni, assicura la copertura totale degli interessi e delle garanzie sui finanziamenti erogati dalle banche convenzionate. Il finanziamento massimo concedibile per ciascun lavoratore è di 3 mila euro.<br />
I lavoratori interessati troveranno tutte le informazioni all’indirizzo <a href="http://www.regione.toscana.it/toscanasolidale" target="_blank">www.regione.toscana.it/toscanasolidale</a></p>
<p>Fonte: Regione Toscana</p>
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		<title>Moda ed imprese al Polimoda di Firenze</title>
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		<pubDate>Mon, 27 May 2013 12:41:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi in Toscana]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Firenze &#8211; &#8220;Eccellenze d&#8217;impresa &#8211; Eccellenze nella solidarietà”: cooperative sociali al lavoro con le migliori griffe del Made in Italy. Moltiplicare le collaborazioni tra cooperative sociali e alcune delle migliori griffe del Made In Italy su temi quali il welfare aziendale, l&#8217;inserimento lavorativo di persone disabili, il recupero dei mestieri e lo sviluppo locale. Se ne parlerà a &#8220;Eccellenze d&#8217;impresa &#8211; Eccellenze nella solidarietà” il seminario organizzato per martedì 28 maggio presso Villa Favard (via del Curtatone n. 1), sede del Polimoda di Firenze. Il terzo incontro nazionale che nasce dal protocollo d&#8217;intesa tra Fondazione Altagamma e Federsolidarietà &#8211; Confcooperative, protocollo che ha lo scopo di mettere in relazione le cooperative sociali con le imprese della Fondazione Altagamma al fine di favorire iniziative di recupero dei mestieri, di welfare territoriale e aziendale, di rigenerazione del territorio attraverso l&#8217;utilizzo delle risorse e competenze presenti anche allo scopo di creare le migliori occasioni per inserimenti lavorativi mirati. Sarà Ferruccio Ferragamo, presidente di Polimoda e presidente di Salvatore Ferragamo spa, ad aprire i lavori e ad intervenire. Seguiranno Santo Versace, presidente Fondatore Fondazione Altagamma e Giuseppe Guerini, presidente Federsolidarietà &#8211; Confcooperative, che descriveranno gli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere e le attività previste nel Protocollo d&#8217;intesa tra Fondazione Altagamma e Federsolidarietà. Seguirà, poi, la tavola rotonda su: esperienze d&#8217;eccellenza, attività in corso e nuove prospettive che ha lo scopo di aggiornare sugli sviluppi del protocollo nei territori e di presentare alcuni casi sui quali costruire nuove sperimentazioni. Introdurrà Vincenzo De Bernardo, direttore di Federsolidarietà &#8211; Confcooperative. Interverranno Raffaello Napoleone, amministratoire delegato di Pitti; Laudomia Pucci, Image Director di Emilio Pucci; Claudia Fiaschi, presidente di Confcooperative Toscana; Paolo Maroso presidente di Federsolidarietà &#8211; Confcooperative Toscana.</p>
<p>Il Polimoda di Firenze è un centro di alta formazione per il settore moda riconosciuto a livello internazionale. Forma tutti i principali profili del settore – dal design, al marketing e management, alla comunicazione – in costante contatto con il mondo delle imprese. Nato nel 1986 da un&#8217;iniziativa ideata e finanziata dal Comune di Firenze e Prato e dalle associazioni imprenditoriali, in collaborazione con il Fashion Institute of Technology della State University di New York, Polimoda fornisce agli studenti una formazione professionale di qualità in sintonia con le esigenze delle aziende. Polimoda si avvale di un corpo docenti formato dai maggiori esperti e professionisti del fashion system, con pluriennale esperienza nel settore, per garantire una formazione sempre aggiornata e in linea con la realtà professionale e un approccio pratico al mondo del lavoro. Il team di docenti comprende esperti in Design, Moda, Marketing, Comunicazione, Tendenze, Calzature, Modellistica. Il Presidente è Ferruccio Ferragamo, nome che rappresenta la moda Made in Italy nel mondo, il Direttore è Linda Loppa, riconosciuta a livello internazionale come autorità nel campo della formazione moda.</p>
<p>By Stamptoscana.it</p>
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