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	<title> &#187; lavoro</title>
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	<description>Made in Tuscany è il portale che raccoglie le aziende che possono vantare e garantire di svolgere le loro attività in Toscana.</description>
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		<title>Martedì 24 novembre 2015 arriva il Job Meeting di Pisa</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2015 11:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi in Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia, ricerca e università in Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[università di pisa]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì 24 novembre 2015 è in programma la XV edizione di Job Meeting PISA, evento di informazione e orientamento al lavoro organizzato in collaborazione con il Servizio Job Placement dell'Università di Pisa.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Martedì 24 novembre 2015</strong> è in programma la XV edizione di <strong>Job Meeting PISA</strong>, evento di informazione e orientamento al lavoro organizzato in collaborazione con il Servizio Job Placement dell&#8217;Università di Pisa.</p>
<p><strong>Job Meeting si terrà, con orario continuato dalle 09.00 alle 17.00, presso gli spazi espositivi della Stazione Leopolda di Pisa, in Piazza Guerrazzi.</strong></p>
<p>Aziende e business school, con una particolare attenzione alla realtà imprenditoriale e formativa toscana, sono a disposizione di laureati e laureandi per presentare le proprie attività, raccogliere candidature, proporre qualificate opportunità di formazione superiore.</p>
<p>I visitatori interessati potranno, inoltre, usufruire gratuitamente di servizi di orientamento e consulenza professionale erogati da qualificati operatori e professionisti del settore e informarsi sulle opportunità di formazione superiore presentate dalle business school presenti.</p>
<div class="about"><div class="about-cont"><div class="about-iiner"></div><div class="but-wrap blue"><a href="http://www.jobmeeting.it/eventi/job-meeting-network/job-meeting-pisa?utm_source=ClickPoint&#038;utm_medium=newsletter&#038;utm_campaign=jmpisa2015" class="button middle"><span>REGISTRATI SUBITO!</span></a></div></div></div>
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		<title>Al via nuovi incentivi per l&#8217;occupazione in Toscana.</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2015 08:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro in Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dalla Regione Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[aziende toscane]]></category>
		<category><![CDATA[Jobs Acs]]></category>
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		<category><![CDATA[made in tuscany]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuove misure per incentivare l'occupazione, che vanno ad aggiungersi a quelle già attuate dalla Regione per rispondere alla grave tensione che si è creata negli ultimi mesi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nuove misure per incentivare l&#8217;occupazione, che vanno ad aggiungersi a quelle già attuate dalla Regione per rispondere alla grave tensione che si è creata negli ultimi mesi in diversi siti produttivi come TRW e People Care, tanto per citarne alcuni, con centinaia di licenziamenti che non possono trovare sbocco nel Jobs Act. E&#8217; quanto contiene il decreto che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha firmato.</p>
<p>&#8220;E&#8217; una scelta nuova &#8211; spiega il presidente &#8211; che mira a favorire il rientro al lavoro anche di quelle centinaia di lavoratori che sono stati lasciati sulla strada dall&#8217;oggi al domani, e per i quali si sta cercando di costruire percorsi di rientro nel mercato del lavoro&#8221;. Le imprese ed i datori di lavoro privati, potranno usufruire di un pacchetto integrato di agevolazioni per favorire la ricollocazione dei lavoratori interessati da licenziamento a partire dal 1 gennaio 2008 (ad eccezione dei licenziamenti per giusta causa e per giustificato motivo soggettivo) che, alla data di assunzione, siano in stato di disoccupazione.</p>
<p>L&#8217;impianto del decreto prevede un incentivo pari ad 8000 euro per l&#8217;assunzione a tempo indeterminato full-time e di 4000 euro per l&#8217;assunzione a tempo indeterminato part-time. Un incentivo di 4000 euro per l&#8217;assunzione a tempo determinato full-time con durata minima del contratto di almeno 6 mesi e di 2000 euro per l&#8217;assunzione a tempo determinato part time con durata minima del contratto di almeno 6 mesi.</p>
<p>Con le misure introdotte, le imprese e tutti i datori di lavoro privati (anche gli studi professionali per intendersi), potranno usufruire di un incentivo pari a 4000 euro per l&#8217;assunzione a tempo determinato full-time con durata minima del contratto di almeno 6 mesi e di 2000 euro per l&#8217;assunzione a tempo determinato part time con durata minima del contratto di almeno 6 mesi se assumeranno lavoratori licenziati.</p>
<p>Il provvedimento, in una situazione che anche in Toscana vede la presenza di un grande numero di lavori in mobilità, consente di attivare meccanismi di incentivazione per nuove assunzioni in armonia con quanto previsto dalle nuove norme del Jobs Act.</p>
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		<title>In Toscana cresce l&#8217;imprenditoria femminile</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2015 06:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro in Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditoria]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[A fine marzo 2015, le imprese femminili registrate in Toscana sono 93.514 e rappresentano il 22,8% del sistema imprenditoriale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A fine marzo 2015, le imprese femminili registrate in Toscana sono 93.514 e rappresentano il 22,8% del sistema imprenditoriale. Rispetto allo stesso periodo del 2014, le aziende capitanate da donne registrano un tasso di crescita dell&#8217;1,5% (equivalente ad un saldo positivo fra iscrizioni e cessazioni pari +1.400 imprese femminili nel corso dell&#8217;ultimo anno) che supera abbondantemente il +0,4% messo a segno dall&#8217;imprenditoria non femminile, risultando inoltre più alto della media italiana (+1,2% il dato nazionale relativo alle imprese femminili).</p>
<p>Questo, in sintesi, il ritratto al primo trimestre 2015 del contributo delle donne al mondo dell&#8217;impresa, così come emerge dai dati dell&#8217;Osservatorio sull&#8217;imprenditoria femminile realizzato dall&#8217;Ufficio studi di Unioncamere Toscana e frutto della collaborazione con il Settore imprenditoria femminile e politiche di genere della Regione Toscana.</p>
<p>La Toscana risulta quarta nella classifica delle regioni italiane per crescita di imprese femminili, dopo Lazio (+2,2%), Lombardia (+2,1%) e Veneto (+1,8%), ma prima di Emilia Romagna (+0,9%), Piemonte e Marche (+0,3% e +0,2%).</p>
<p>Il contributo della componente straniera alla crescita della base imprenditoriale femminile è forte in tutto il Paese: la Toscana risulta l&#8217;ottava regione per sviluppo di imprese capitanate da donne straniere, con un +7% (uguale alla media nazionale) che corrisponde ad un incremento netto di +861 aziende femminili straniere nel corso dell&#8217;ultimo anno. In pratica lo sviluppo dell&#8217;imprenditoria «rosa» in Toscana è determinato per il 61% dalle aziende straniere. Al netto di tale contributo, la crescita dell&#8217;imprenditoria femminile toscana è pari al +0,2%.</p>
<p>&#8220;Anche in Toscana le donne imprenditrici hanno contribuito e continuano a contribuire in misura notevole a quella componente del made in Tuscany di qualità per la quale il nostro territorio è noto in tutto il mondo &#8211; sottolinea il Presidente di Unioncamere Toscana, Andrea Sereni -. L&#8217;imprenditoria femminile può ancora ambire ad ampi margini di sviluppo che, se colti, potrebbero essere importantissimi per dare nuovo slancio all&#8217;economia, in termini di occupazione e di crescita&#8221;.</p>
<p>Fonte: Askanews</p>
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		<title>Aspiranti modellisti cercasi: nuovi corsi biennale allo IED Firenze</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 15:42:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro in Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Corsi]]></category>
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		<category><![CDATA[IED]]></category>
		<category><![CDATA[job]]></category>
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		<category><![CDATA[Modellista]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un’indagine dell’ufficio scuola della Camera di commercio di Firenze è emerso che si tratta di una professionalità molto ricercata nel mondo della moda.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Tra l’astrazione del creativo e il cinismo del commerciale c’è una figura che coniuga i due universi opposti della moda con sensibilità e pragmatismo: la modellista.</h2>
<p>Da un’indagine dell’ufficio scuola della Camera di commercio di Firenze è venuto fuori che i più importanti marchi di moda, ma anche le piccole e medie imprese del settore, sono in cerca di questo tipo di professionalità. Per adeguare l’offerta alla domanda di lavoro è nato un apposito corso allo Ied, Istituto europeo di design che unisce alta tecnologia e artigianato, con sede negli spazi della Fondazione Cassa di Risparmio a Firenze. Biennale, di alta formazione, il corso si chiama ‘Fashion Design e Styling &#8211; abbigliamento donna’.</p>
<p>Oggi (martedì 31 marzo) ci sarà l’open day, mentre le lezioni iniziano ad aprile con una cadenza di due sere a settimana, dalle 18,30 alle 21,30. Il programma è diviso in quattro moduli: merceologia, design di moda, modellistica e styling, con un focus sul fashion system. “Il programma &#8211; spiega Luca Parenti, coordinatore e docente del corso &#8211; è pensato per coniugare nozioni di stilismo, disegno di collezione e sartoria, ma anche una formazione da manager e stylist. La modellista è colei che interpreta di fatto il disegno dello stilista creandolo. Questa professionalità è molto richiesta dalla media impresa, dove bisogna sapere come funzionano il sistema moda, le tempistiche, le tendenze”.</p>
<p>La didattica biennale serve quindi per formare quella figura completa che sa attraversare tutto il percorso della filiera moda. “Tra le grandi catene di abbigliamento e l’alta moda &#8211; continua Luca Parenti &#8211; c’è un mondo: quella moda concreta e vendibile che richiede un tocco creativo, ma che deve strizzare anche l’occhio alle vendite”. Le lezioni sono aperte a un massimo di 20 partecipanti in possesso di diploma di scuola media superiore. Dal livello base del primo anno si arriva a creare un abito, per l&#8217;evento finale a dicembre. Il secondo anno si comincia a pensare ad una vera e propria collezione da realizzare, finalizzata anche alla produzione di un portfolio, per poi fare uno stage in un’azienda di moda. Il corso si avvale della collaborazione di aziende del comparto tessile e abbigliamento.</p>
<p>Per informazioni: <strong><a href="http://www.ied.it/firenze" target="_blank">www.ied.it/firenze</a></strong></p>
<p><em>Di Laura Tabegna su <a href="http://www.lanazione.it/firenze/modellista-ied-open-day-1.812329"  target="_blank">LaNazione.it</a></em></p>
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		<title>Michela Nava vincitrice del Contest Nemoland Made in Tuscany</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2015 09:34:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro in Toscana]]></category>
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		<description><![CDATA[Si chiama Michela Nava la studentessa della Nemo Academy of Digital Art di Firenze vincitrice del contest "Nemoland 2015" organizzato in stretta collaborazione con Made in Tuscany. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama <strong>Michela Nava</strong> la studentessa della<strong> Nemo Academy of Digital Art di Firenze</strong> vincitrice del contest <strong>&#8220;Nemoland 2015&#8243;</strong> organizzato in stretta collaborazione con <strong>Made in Tuscany</strong>.<br />
La bella illustrazione <em>sarà utilizzata per personalizzare</em> il nuovo Mug che sarà in vendita anche nel nostro shop online. Alla vincitrice <strong>saranno corrisposte regolari royalties</strong> come dovrebbe accadere del resto nel mondo del lavoro. Ancora una volta desideriamo dare un segnale propositivo e soprattutto concreto a chi ci segue dando spazio ai giovani e alle loro preziose capacità.</p>
<p><img alt="Il mug Made in Tuscany personalizzato dalla vincitrice" src="https://www.madeintuscany.it/site/wp-content/uploads/2015/03/mug-personalizzato-nemo.jpg" width="100%" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Servizio del TG2 sul Made in Tuscany</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2015 09:19:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Made in Tuscany]]></category>
		<category><![CDATA[Economia toscana]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri sera il Tg2 ha messo in onda durante il telegiornale delle 20:30 un bel servizio sul nostro portale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/izd2wTbx4MY?rel=0&amp;showinfo=0" height="360" width="640" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p><strong>Ieri sera il Tg2 ha messo in onda durante il telegiornale delle 20:30</strong> <strong>un bel servizio sul nostro portale.</strong><br />
<em><strong>Made in Tuscany</strong></em> ha saputo catturare l&#8217;attenzione di un media nazionale così importante anche perché televisione di Stato. Questo ci gratifica immensamente perché testimonia chiaramente il valore del nostro marchio a cui fanno riferimento ormai oltre <em>300 aziende</em> e ci premia del nostro lavoro quotidiano teso a rilanciare l&#8217;economia di una regione, come la Toscana, che può diventare strategicamente un traino per tutto il Made in Italy.</p>
<p>L&#8217;argomento<em> &#8220;Made in&#8221;</em> che ha tenuto banco anche negli ultimi giorni in tutta la stampa nazionale, ha bisogno di una risposta concreta in grado di traghettare con fiducia il paese fuori da questi 7 anni contraddistinti dal segno meno.<br />
Crediamo di aver dato con Made in Tuscany questa risposta e di questo siamo comprensibilmente orgogliosi. Nel ribadire il nostro impegno nella valorizzazione di un territorio così importante desideriamo proseguire il nostro percorso vincente con tutte le persone di buona volontà, imprenditori e anche istituzioni realmente interessate a sostenere la nostra missione e il nostro lavoro.<br />
<em>Alessio Papi &amp; Michele Lazzaro, Made in Tuscany</em></p>
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		<title>La Toscana vede la ripresa nel 2015 crescita dell&#8217;1 per cento</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2014 07:16:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia toscana]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo l'Irpet è prevista nell'anno che verrà una flebile ripresa, grazie alle esportazioni e al volano dei mercati Usa. In ripresa anche la domanda interna: "Gli italiani tornano a spendere per le vacanze dopo anni di depressione", spiega Paolo Corchia, presidente degli albergatori toscani di Confcommercio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La ripresina. Nel 2015 si attende un anno nel segno di una timida ripresa dell’economia toscana. «Andrà un po&#8217; meglio di quest&#8217;anno ma niente salti di gioia perché si stima un incremento della crescita sotto l’un per cento. Però più vicino all&#8217;uno che allo zero. Grazie a due fattori decisivi: la ripresa molto vigorosa dell&#8217;economia Usa e del nord America e l&#8217;apprezzamento del dollaro», sottolinea Stefano Benvenuti Casini, direttore dell’Irpet, l’istituto regionale per la programmazione economica. «Export buono ma domanda interna che langue, ciò vuol dire che la disoccupazione non rientra. Eppure la Toscana mostra davvero una eccellente capacità di reazione. Ma è ovvio che la risposta ai grandi problemi può essere solo nazionale e meglio ancora europea», sottolinea il presidente della giunta regionale Enrico Rossi.<br />
Voglia di vacanze. Continueranno a volare le esportazioni, si registrerà una debole ripresa dell’edilizia e, a sorpresa, anche il commercio e il turismo potrebbero segnare dati positivi perché il mercato interno tornerà a spendere. «Gli italiani torneranno a fare le vacanze. E’ come se, depressi dalla crisi, abbiano deciso di dire: ora basta, spendiamo almeno su una buona vacanza», spiega Paolo Corchia, presidente regionale degli albergatori di Confcommercio.<br />
Sulla ripresina prevista dall’Irpet concordano in realtà industriali, manager e amministratori pubblici. Anche se non manca la voce contraria, quella di Giovanni Lamioni, presidente della Camera di commercio di Grosseto: «La ripresina? È l’ennesima boutade! A dicembre, in questo Paese, si parla sempre di ripresa, poi da gennaio si materializzano i problemi. In Toscana dal 2008 abbiamo perso 9.000 imprese artigiane, altro che ripresa!».<br />
Tessile in ripresa. Un cauto ottimismo sembra però prevalere. «Concordo con quanto sostiene l’Irpet, l&#8217;export va bene, soprattutto per i settori alti delle griffe. Però al bando i facili entusiasmi», osserva Andrea Balleggi, patron dell&#8217;Iab, azienda di accessori metallici per borse e calzature di Campi Bisenzio. Da Campi a Prato il passo è breve. Qui incontriamo Andrea Cavicchi, titolare dell’azienda tessile Furpile e presidente degli industriali pratesi, che vede segni di ripresa nel 2015 anche se, avverte, gli scenari internazionali preoccupano.<br />
Anche Cavicchi concorda con il rapporto dell&#8217;Irpet: l’export vola, «il tessile registra incrementi anche del dieci per cento», ma le nostre aziende «soffrono di scarsa competitività». Motivo? Il costo di produzione giudicato eccessivo che «rende i guadagni modesti così che ci sono pochi investimenti sull&#8217;innovazione». In breve: le aziende esportatrici guadagnano poco e non sono in grado di reinvestire, almeno parte dei guadagni, nella ricerca.<br />
Edilizia, eppur si muove. Infine Maurizio Berrighi, imprenditore edile di Venturina, in provincia di Livorno: «Penso che il 2015 sarà migliore di questi ultimi anni, d’altronde per fare meglio ci vuole ben poco. L’edilizia registra una leggera ripresa ma solo per le costruzioni di qualità con prezzi moderati. Che dall&#8217;inizio della crisi hanno subito un decremento del trenta per cento».<br />
Ripresa mercato interno. Anche i settori più legati al mercato interno, come il commercio, si sforzano di cogliere i flebili segni della ripresa. «Vediamo un lieve miglioramento nell’andamento economico del paese. Conseguentemente un incremento dovrà registrarlo anche la Toscana spinta dal turismo. L’estero dovrebbe mantenersi su posizioni importante, gli italiani potrebbero ricominciare a fare ferie anche se limitate. Nel commercio sarà ancora stagnazione. Fino a che il governo non deciderà di puntare sui centri storici», conclude Massimo Biagioni, direttore di Confesercenti.</p>
<p>Di Mario Lancisi da <a href="http://iltirreno.gelocal.it/regione/toscana/2014/12/28/news/la-toscana-vede-la-ripresa-nel-2015-crescita-dell-1-per-cento-1.10571881" target="_new">Il Tirreno</a></p>
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		<title>Quando le multinazionali estere fanno spesa nel Made in Tuscany</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2014 08:37:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro in Toscana]]></category>
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		<category><![CDATA[export]]></category>
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		<description><![CDATA[Olio, formaggio e molti altri prodotti made in Tuscany: ecco gli ultimi grandi affari di marchi toscani venduti all'estero.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mister Wu è sbarcato a Massarosa, luogo amato da Puccini, entroterra di Viareggio. Mr. Wu Tonghong non è il protagonista nel nuovo film di 007, ma è il signore che ha firmato l’acquisto della Salov, l’ultimo marchio indipendente italiano in fatto di <a title="La Toscana è la 6° regione produttrice di vino." href="https://www.madeintuscany.it/site/produzione-vino-2012/" target="_blank">olio d’oliva</a>. La società anonima lucchese olio e vini (Salov sta per questo) fattura 330 milioni di euro e detiene il 10% del mercato italiano con i marchi Sagra e Berio. La Bright Food, 17 miliardi e mezzo di dollari di fatturato, dovrebbe avere sborsato 100 milioni di euro per il 90%. Il resto rimarrà in mano ad Alberto Fontana, che resterà come ad dell’azienda. I Fontana sono una delle famiglie più note di Lucca, con vari possedimenti immobiliari, fra cui il vecchio stabilimento nel cuore di Viareggio che da tempo attende una «valorizzazione immobiliare».</p>
<p><strong>LA SALOV AI CINESI</strong><br />
La storia della Salov venduta ai cinesi ha un sapore amaro, come certi olii non italiani. I Fontana erano in corsa mesi fa per comprare il marchio Bertolli, che da solo valeva 200 milioni di euro. Messo sul mercato dalla multinazionale Unilever è finito in mano agli spagnoli che già hanno Carapelli. Impossibilitati a crescere (e con relativa armonia in azienda fra i soci-parenti) hanno deciso di vendere.<br />
Mister Wu, tifosissimo del Milan ed in particolare di Ruud Gullit, annuncia investimenti nel (peraltro già moderno) stabilimento di Massarosa, costruito di fronte al lago di Massaciuccoli. Si parla di una iniezione di liquidità di 20 milioni di euro. Oggi la quota di olio Salov venduta in Cina è dell’1%. Wu annuncia che la raddoppierà ogni anno. Forte della richiesta del mercato di prodotti alimentari italiani. «In Cina – racconta al Corriere della Sera – ci sono sul mercato circa 300 marchi: spagnoli, greci, qualche italiano. Vogliamo fare del marchio di Lucca il leader in Cina».<br />
E lasciamo perdere che i marchi di Salov non siano nè Dop nè Igp. Dal 2006 il consumo di olio in Cina è aumentato del 50% e a fine anno toccherà quota 140mila tonnellate. Naturalmente per noi italiani l’olio è solo evo (ovvero extra vergine di oliva), per la Cina chissà.</p>
<p><strong>L&#8217;ALIVAL PARLA INGLESE</strong><br />
Se l’olio dice Italia, figuriamoci cosa dice al mondo la parola mozzarella (di bufala o no, è un dettaglio). Ma anche qui un marchio toscano (importante) se ne va all’estero. È l’Alival della famiglia lucchese Fanucchi. Ha 150 dipendenti a Ponte Buggianese in Valdinievole e altri 80 a Porcari in Lucchesia. Ma del gruppo è anche il Caseificio dell’Amiata. Soprattutto fanno capo all’Alival le mozzarelle dop Mandara. Marchio molto diffuso all’estero. La scorsa primavera l’Alival, con problemi di liquidità, è stata ceduta alla Nuova Castelli, colosso del Parmigiano con sede a Modena. Ma mister Bigi ha fatto presto a vendere al fondo inglese Charterhouse. Il gruppo con 1200 dipendenti dichiara un fatturato di oltre 800 milioni di euro e tante beghe in casa. A partire da un mega impianto di stagionatura del Parmigiano che non ha mai aperto per tutta una serie di ostacoli burocratici.</p>
<p><strong>LA CATENA UNAHOTELS FA GOLA AGLI ISPANO-CINESI</strong><br />
In questi giorni c’è un terzo gruppo nato e cresciuto in Toscana che è sul mercato. Si tratta della Unahotels catena di alberghi a 4 e 5 stelle messa su da Riccardo Fusi, il costruttore edile pratese rimasto implicato nello scandalo degli appalti pubblici fra Roma e Firenze. Il gruppo è finito in mano alle banche. Con un fatturato di 70 milioni denuncia un indebitamento con gli istituti di credito pari a 270 milioni di euro. Dalla sua ha però un asset: su 31 hotel gestiti ben 17 sono di proprietà. Fra cui autentici gioielli come l’Unahotels di Roma ma anche quello di Lido di Camaiore e villa le Maschere nel Mugello (splendido resort a 5 stelle). In corsa per acquisire la catena (matedì 16 si aprivano le buste con le offerte) colossi alberghieri come Nh Hoteles (spagnoli con capitali cinesi), Melià, Starwood, Accor e anche l’italiana Alpitour.<br />
Nella casa madre di Calenzano c’è molta preoccupazione. Si teme un calo dei posti, ma soprattutto ci si chiede perché un marchio di qualità debba finire in mano straniere quando da anni si lamenta che l’Italia non abbia una grande catena hotellier dopo la fine della Ciga, ma anche della Jolly hotel dei Marzotto.<br />
In Toscana il gruppo ha sei alberghi: due in Versilia, due nel Mugello, uno a Firenze e palazzo Mannaioni a Montaione. In più c’è il centro nevralgico del gruppo che ha sede legale a Milano ma quasi 80 dipendenti a Calenzano fra centro prenotazioni, addetti agli acquisti, marketing etc. Che temono di andare a casa, in caso di sinergie con grossi gruppi. Le vicende di Fusi sono note, ma riguardo alla Unahotels aveva avuto una bella intuizione. Da Calenzano ci si chiede perchè in Regione si pensi a tutto fuorchè ai posti di lavoro che si rischia di perdere nel turismo. In gran parte – fra l’altro – contratti annuali e non stagionali. Anche in realtà come la Versilia dove Unahotels ha giusto rilevato un hotel la scorsa stagione a Forte, alla luce dei successi ottenuti dal primo hotel del Lido.<br />
Agroalimentare e turismo, due settori ancora trainanti ma che poco interessano alla politica. O almeno sembra.</p>
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<p><strong>Il commento di Cristiano Meoni &#8211; Ma il lavoro rimanga qui da noi</strong></p>
<p>Ieri la Carapelli e la Bertolli, oggi la Salov &#8211; conosciuta per i marchi Sagra e Berio &#8211; domani chissà cosa. Statene certi: non finisce qui. Il carrello della spesa dei compratori stranieri non è ancora pieno. E del resto perché meravigliarsi? Solo un mese fa il Financial Times ha premiato la Toscana per la migliore strategia di attrazione di investimenti esteri tra le regioni del Sud Europa. Anche se è “sud”, un primato che non può che inorgoglire. Tra il 2005 e il 2010 le multinazionali straniere hanno investito nella nostra regione una media di 300 milioni l&#8217;anno, salita a 400 milioni nel triennio 2011-2013. Perché meravigliarsi ma anche: perché contrariarsi? D&#8217;istinto, nell&#8217;apprendere che marchi dell&#8217;eccellenza toscana stanno per finire in mani straniere, non si può che reagire con fastidio, facendo suonare le campane della toscanità. Ma è sufficiente un minimo di raziocinio per realizzare che l’alternativa allo straniero è quasi sempre peggiore: la marginalità nel mercato globale e poi la chiusura (ce ne sarebbe una terza: i soldi, ma gli imprenditori toscani non ne hanno abbastanza per il salto di qualità) .</p>
<p>Non serve scomodare la Lucchini, che oggi ha un futuro solo perché un signore venuto dall&#8217;Algeria ha messo sul piatto 400 milioni di euro. Tornando alle tre vicende di cui parliamo in questa pagina, è evidente che per ciascuna di loro l&#8217;intervento esterno è utile quando non provvidenziale, apporta capitali e reti di distribuzione e commercializzazione che possono far crescere le aziende sui mercati mondiali: aziende altrimenti impossibilitate a fare ricerca e sviluppo e costrette a competere con gli stessi prodotti sugli stessi sempre più asfittici mercati “maturi”. Certo, c&#8217;è anche un dose di rischio: il rischio che il compratore straniero sia interessato solo ad accaparrarsi il marchio e che, in un secondo tempo, sposti la produzione in paesi a più basso costo. O che un padrone molto distante e per niente condizionabile dal territorio abbia meno scrupoli a spegnere una fabbrica con un clic. Ma dove non esiste il rischio, oggi? Lo spartiacque tra buona e cattiva operazione non è facile da delineare ma la linea di condotta che la Regione sta tenendo sulla vendita della Mukki Latte, un&#8217;altra piccola eccellenza toscana, può offrire un utile modello: a noi non interessa se la Mukki finirà in mano a Granarolo &#8211; dice la Regione &#8211; a noi interessa che il nuovo proprietario mantenga in Toscana la filiera di produzione. Il lavoro, che poi è l&#8217;unica cosa che conta. Se i nuovi padroni cinesi o i fondi anglosassoni sapranno garantire più lavoro, per i toscani, in Toscana, allora siano i benvenuti.</p>
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<p><em>Articolo tratto da<a href="http://iltirreno.gelocal.it/regione/2014/12/17/news/olio-formaggio-e-hotel-ecco-le-ultime-l-olio-sagra-e-del-dragone-e-sua-maesta-prende-l-alival-1.10514022" target="_blank"> IlTirreno.it </a>di Corrado Benzio, con il commento di <a href="http://iltirreno.gelocal.it/regione/2014/12/17/news/il-commento-ma-il-lavoro-rimanga-qui-da-noi-1.10514043" target="_blank">Cristiano Meoni</a></em></p>
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		<title>Made in Tuscany e Nemo Academy uniti per e con i giovani creativi</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2014 12:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli studenti della Nemo Academy saranno impegnati in un concorso collettivo per decorare uno dei gadget più richiesti e destinati a veicolare il Made in Tuscany in tutto il mondo ossia la tazza mug. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>Concretezza.</h1>
<h2>Questa è sempre stata la parola d’ordine per Made in Tuscany.</h2>
<p>L’accordo appena siglato con <strong>Nemo Academy</strong>, che si è resa subito disponibile con grande entusiasmo, nasce dalla volontà di collaborare con noi ad un progetto che avrà una ricaduta tangibile non solo di ordine economico ma anche d’immagine.</p>
<p>Gli studenti saranno infatti impegnati in una sorta di concorso collettivo per decorare uno dei nostri gadget più richiesti e destinati a veicolare il Made in Tuscany in tutto il mondo ossia la <em>tazza gigante (Mug)</em>. Tema del concorso <strong>&#8220;NEMOLAND&#8221;</strong>, la manifestazione sul cinema d&#8217;Animazione curata appunto dalla famosa Accademia digitale fiorentina, che permette ai giovani talenti Italiani, di incontrare e conoscere i grandi artisti che hanno fatto la storia dell&#8217;Entertainment grazie a prestigiose collaborazioni come la Disney. L’oggetto verrà quindi realizzato con l’illustrazione premiata e messo in vendita non solo tramite il nostro portale web www.madeintuscany.it ma anche attraverso la distribuzione recentemente attivata dalla stessa azienda Moodel partner ufficiale di Made in Tuscany e, ovviamente, durante tutte le manifestazioni ufficiali Nemo.</p>
<p><strong>Al vincitore verranno riconosciute regolari royalties</strong> per ogni pezzo venduto, esattamente come avviene nel mondo del lavoro. Certi che l’innovazione passi sempre da un progetto ovvero da un studio di design, riteniamo il diretto dialogo fra studenti e aziende di produzione una condizione essenziale da cui non si può prescindere per far crescere l’economia della nostra regione. Abbiamo risorse intellettuali di alto livello, giovani preparati e volitivi che non aspettano altro di esser messi alla prova e che troppo spesso vengono ottusamente ignorati per i più disparati motivi. A loro abbiamo dedicato questa nostra operazione a cui ne seguiranno altre della stessa natura.</p>

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		<title>Louis Vuitton destinazione Toscana</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 16:56:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Destinazione Toscana per Louis Vuitton, almeno quando si parla di scarpe. Se nel 2003 la griffe francese scelse l’Italia per iniziare a produrre le sue calzature internamente e poi costruì una fabbrica a Fiesso d’Artico (Venezia), oggi, come dichiara sulle pagine di Moda24 il direttore divisione calzature di LV Serge Alfandary, pensa alla prossima tappa, che dovrebbe essere proprio la regione italiana dove già molti artigiani lavorano per molti altri marchi.  ”In dieci anni siamo passati da 40 a 380 dipendenti e le scarpe, dopo la pelletteria – ha detto Alfandary al magazine italiano &#8211;  sono diventate il business più importante. Stiamo pensando quindi di ampliare la capacità produttiva e il prossimo stabilimento lo apriremo forse già nel 2015, probabilmente in Toscana”.</p>
<p>Già qualche mese fa era circolata la voce di un’apertura a Fucecchio da parte del colosso del lusso d’Oltralpe, un’ipotesi in seguito congelata. Oggi, si ritorna a parlare di un nuovo polo produttivo italiano, segno che nel mondo c’è voglia di made in Italy (ndr. e soprattutto di made in Tuscany), non solo da parte di quelle maison che in Italia sono nate, come Prada, che ha appena annunciato di voler aprire quattro nuove fabbriche ‘in casa’, ma anche da parte di quelle straniere.</p>
<p>Fonte: Pambianconews</p>
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