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	<title> &#187; Giappone</title>
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	<description>Made in Tuscany è il portale che raccoglie le aziende che possono vantare e garantire di svolgere le loro attività in Toscana.</description>
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		<title>Corre in Asia l&#8217;alimentare italiano</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 17:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Export prodotti toscani]]></category>
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		<description><![CDATA[Imprese italiane vanno all&#8217;attacco del mercato alimentare asiatico. Dal 2015 cadranno le barriere e l&#8217;Asean diverrà un mercato unico formato da dieci Paesi (Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore, Thailandia, Brunei, Vietnam, Laos, Birmania, Cambogia) in crescita tumultuosa e con 600 milioni di consumatori. Cento imprese italiane hanno tastato il polso a questi mercati partecipando al Thaifex...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Imprese italiane vanno all&#8217;attacco del mercato alimentare asiatico. Dal 2015 cadranno le barriere e l&#8217;Asean diverrà un mercato unico formato da dieci Paesi (Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore, Thailandia, Brunei, Vietnam, Laos, Birmania, Cambogia) in crescita tumultuosa e con 600 milioni di consumatori.</p>
<p>Cento imprese italiane hanno tastato il polso a questi mercati partecipando al Thaifex di Bangkok, il salone internazionale dedicato al food and beverage che si è appena chiuso. Il gruppo italiano è stato, di gran lunga, il più numeroso tra gli espositori stranieri, circa il 10% del totale.</p>
<p>Perché tutto questo interesse? «Questo è uno dei mercati del futuro &#8211; esordisce Jilbert Toomassian, ad di Caravella fine food – Non potevamo mancare. E i risultati sono eccellenti. In circa una settimana abbiamo stabilito centinaia di contatti di qualità con tutti i Paesi dell&#8217;Asea, ma anche di Cina, Giappone e Corea».</p>
<p>Anche per Giuseppe Sacco, export manager di La Molisana, il bilancio «è estremamente positivo. Numerosi i contatti stabiliti con grandi importatori asiatici che non avremmo potuto avere dal l&#8217;Italia: ci siamo comunque dati appuntamento in ottobre, all&#8217;Anuga».</p>
<p>L&#8217;interesse per i mercati emergenti non è casuale: la presenza del food italiano in Asia è ancora limitata sia per limiti strutturali delle nostre Pmi sia per una cultura alimentare diversa. Tuttavia il lavoro avviato dalla Francia è esemplare: nel vino in Cina controlla il 52% del mercato e l&#8217;Italia appena il 6 per cento. L&#8217;Italia l&#8217;anno scorso ha esportato vino per 4,6 miliardi ma solo il 4,7% è stato consumato in Asia e l&#8217;1,3% in Australia.</p>
<p>Tuttavia i mercati asiatici oggi contano poco ma crescono a ritmi vertiginosi: nel 2012 a fronte di una crescita dell&#8217;export di food italiano del 7% (a 25 miliardi) i mercati più dinamici sono risultati col +42% a 71 milioni la Thailandia, Corea e India +22%, Giappone e Hong Kong +20%, Cina +18%. Oggi in Asia le potenzialità sono enormi: il primo mercato del Far east è ancora il Giappone verso cui l&#8217;anno scorso abbiamo esportato merci per 750 milioni. Pe ril biennio 2013-14 stime autorevoli indicano una crescita del Pil del 5-6% per l&#8217;Asean e dell&#8217;8% per la Cina.</p>
<p>«La Thailandia può essere un ponte strategico verso l&#8217;Asean – interviene Annibale Pancrazio, presidente di Anicav, gli industriali delle conserve – è il mercato più dinamico insieme agli Emirati. Grazie all&#8217;alleanza tra Cibus e Anuga è stata realizzata la prima mostra collettiva al Thaifex, ma Federalimentare, Fiere di Parma e Koelnmesse intendono offrire altre fiere nei mercati strategici per la nostra industria alimentare».</p>
<p>«Recentemente siamo entrati in Cina grazie alla catena commerciale Metro China – spiega Gabriele Nobersco, titolare dell&#8217;azienda omonima della frutta secca in snack &#8211; ma ora vogliamo presidiare l&#8217;area indocinese: abbiamo assunto tre export manager dedicati. La frutta secca non conosce crisi e anche nel primo quadrimestre del 2013 cresciamo del 20%».</p>
<p>«L&#8217;ultima edizione del Thaifex è stata record – precisa Thomas Rosolia, ad di Koelmesse Italia – abbiamo avuto 1.340 espositori di cui 627 esteri, in crescita del 76%. Anche gli spazi sono aumentati del 15%. Le prospettive? Consolidare la leadership in Asia».</p>
<p>«Siamo presenti – interviene Francesco Lanfredi, export manager del Caseificio Ambrosi &#8211; in Cina, nell&#8217;area di Shanghai, a Singapore, Corea e Taiwan. Oltre a Russia e, da poco, in Mexico. Vogliamo sondare l&#8217;Asean nonostante le difficoltà logistiche e di cultura del cibo ma ci attendiamo più margini. Ora iniziamo col proporre l&#8217;esperienza sensoriale ma poi il consumatore vorrà ripeterla a casa propria».</p>
<p>Dai formaggi al caffè, lo stile rimane sempre quello delll&#8217;Italian life. «Siamo già in Cina – osserva Nicola Paradiso, presidente di Paradiso trading, distributore del caffè Trombetta e di Sao café – ma vogliamo espanderci anche in questa parte dell&#8217;Asia».</p>
<p>Di <a href="http://argomenti.ilsole24ore.com/emanuele-scarci.html" target="_blank">Emanuele Scarci</a> / <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2013-05-31/corre-asia-alimentare-italiano-085706.shtml?uuid=AbJi7u0H" target="_blank">IlSole24ore.com</a></p>
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