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	<title> &#187; contraffazione</title>
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	<description>Made in Tuscany è il portale che raccoglie le aziende che possono vantare e garantire di svolgere le loro attività in Toscana.</description>
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		<title>Donati a difesa del Made in Tuscany: “Proposta di reato di contraffazione sistematica e organizzata”</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2016 11:43:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentare Toscano]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Tuscany]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dalla Regione Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano dalla Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Camera dei Deputati]]></category>
		<category><![CDATA[contraffazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel giorno del nuovo scandalo dell’olio greco e pugliese etichettato poi come l’olio extravergine di oliva Igp toscano, la Camera approva a larghissima maggioranza la relazione della commissione appositamente costituita sul fenomeno della contraffazione dei prodotti made in Italy, della quale fa parte il parlamentare aretino Marco Donati.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>AREZZO NOTIZIE &#8211; La Camera dei Deputati ha approvato a larghissima maggioranza la relazione sui lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della contraffazione, di cui Marco Donati è componente. Proposta del reato di <strong>«contraffazione sistematica e organizzata»</strong> e sostegno alle imprese nella difesa del Made in Italy i due focus emersi: “Si propone di realizzare una ricollocazione di tutte le fattispecie di reati in tema di contraffazione nel codice penale strutturandoli non più come reati di falso, ma reati economici, in considerazione dei beni giuridici tutelati. Si propone inoltre di differenziare le norme penali sulla base dei diritti tutelati e non dei settori merceologici”, ha detto Donati esprimendo la propria soddisfazione. Da un lato lotta alla contraffazione, dall’altro all’Italian sounding, cioè l’immissione nei mercati di prodotti non italiani che richiamano quelli originali, senza segni distintivi di contraffazione.</p>
<p>I beni contraffatti secondo l’OCSE rappresentano tra il 5 e il 7 per cento del commercio mondiale, pari a circa 600 miliardi di dollari l’anno. Il fatturato di questa attività illecita in Italia è pari a 6 miliardi e 535 milioni di euro (fonte MISE-Censis) che sottrae al sistema economico legale nazionale 17 miliardi 773 milioni di produzione, 6 miliardi 400 milioni di valore aggiunto, 5 miliardi 280 milioni di entrate erariali, 105 mila unità di lavoro pari circa allo 0,44 per cento dell’occupazione complessiva nazionale. L’imitazione dei prodotti agroalimentari, invece, ha un fatturato di 60 miliardi di euro l’anno (Rapporto Agromafie, elaborato da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare), fenomeno che dal 2001 al 2010 è aumentato del 180%. Negli Stati Uniti, per esempio, l’Italian sounding riguarda il 97 per cento dei sughi per pasta, il 94 delle conserve, il 76% dei pomodori in scatola e il 15 dei formaggi.</p>
<p>Lo scontro, a livello comunitario, tra Paesi manifatturieri e quelli commercianti non aiuta nella difesa del Made in Italy e mentre la regolamentazione sui diritti d’autore, di proprietà industriale e intellettuale risulta prossima a un assetto efficace, le disposizioni in materia di contrasto al fenomeno della contraffazione risultano invece assai limitate e riguardano principalmente l’attività delle dogane e degli osservatori internazionali. Per questo la Commissione ha ribadito alcuni punti fondamentali per ciò che riguarda il sostegno alle imprese nella difesa del Made in Italy: sensibilizzare le amministrazioni pubbliche e gli enti territoriali all’applicazione dell’articolo 19 del Codice della proprietà industriale laddove prevede che anche le amministrazioni dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali possono ottenere registrazioni di marchio; prevedere norme a sostegno dei circuiti virtuosi e rendere realmente efficace la certificazione etica o di filiera; sostenere le imprese o i consorzi che si dotano di tecnologie anticontraffazione e che registrano marchi e brevetti; attivare sportelli e tavoli anticontraffazione nei distretti industriali; precisare gli obbiettivi del Piano Straordinario per il rilancio internazionale dell’Italia, evitando di finanziare prodotti che di italiano hanno solo il marchio.</p>
<p>Il settore più esposto alla contraffazione è quello della moda, con il 60%, ma anche giocattoli, prodotti enogastronomici, orologeria, componentistica, audiovisivi e software. <strong>“In particolare la moda e l’agroalimentare sono due pilastri del sistema economico toscano – ha sottolineato l’onorevole Marco Donati –, proteggere il Made in Italy significa proteggere anche il Made in Tuscany e il tessuto imprenditoriale di una regione tra le prime in Italia”.</strong></p>
<p>La Commissione parlamentare d’inchiesta sui fenomeni della contraffazione proseguirà il suo lavoro e ha messo tra i suoi prossimi obiettivi la tutela della produzione dell’olio d’oliva, della mozzarella di bufala e il contrasto alla contraffazione nel settore tessile.</p>
<p><em>Fonte: Arezzo Notizie &#8211; <a href="http://www.arezzonotizie.it/politica/donati-in-difesa-del-made-in-italy-proposta-di-reato-di-contraffazione-sistematica-e-organizzata/" target="_blank">Leggi l&#8217;articolo completo</a></em></p>
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		<title>Olio contraffatto, sequestro di 4000 bottiglie a Siena</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2015 18:17:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentare Toscano]]></category>
		<category><![CDATA[contraffazione]]></category>
		<category><![CDATA[Corpo forestale]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>

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		<description><![CDATA[Sequestrate nel senese 4mila bottiglie di olio extra vergine di oliva contraffatte, pari a 30 quintali di prodotto, commercializzate in oltre cento punti vendita di un noto marchio appartenente alla grande distribuzione organizzata, presente in Toscana ed Umbria. Il sigillo è stato apposto questa mattina dal Corpo Forestale a seguito della segnalazione di un consumatore....]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sequestrate nel senese 4mila bottiglie di olio extra vergine di oliva contraffatte, pari a 30 quintali di prodotto, commercializzate in oltre cento punti vendita di un noto marchio appartenente alla grande distribuzione organizzata, presente in Toscana ed Umbria. Il sigillo è stato apposto questa mattina dal Corpo Forestale a seguito della segnalazione di un consumatore.</p>
<p><em>Fonte: Ansa &#8211; <a href="http://www.ansa.it/toscana/notizie/2015/11/19/olio-contraffatto-sequestro-bottiglie_edea3acd-b62b-4c67-ba84-467bf5b9f500.html" target="_blank">Articolo originale</a></em></p>
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		<title>Lotta al falso made in Italy e made in Tuscany nei colossi online</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 13:15:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentare Toscano]]></category>
		<category><![CDATA[Economia toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Export prodotti toscani]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Tuscany]]></category>
		<category><![CDATA[contraffazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Ordine minimo 26 tonnellate. La foto di un formaggio con i buchi. E sopra il titolo: “Parmigiano Reggiano Italian parmesan cheese”. Il falso made in Italy ha anche queste forme, maldestre ma insidiose: una pagina web, un’inserzione sul portale cinese di e-commerce Alibaba, un venditore che si dice in grado di smerciare ogni mese 5mila...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ordine minimo 26 tonnellate. La foto di un formaggio con i buchi. E sopra il titolo: “Parmigiano Reggiano Italian parmesan cheese”. Il falso made in Italy ha anche queste forme, maldestre ma insidiose: una pagina web, un’inserzione sul portale cinese di e-commerce Alibaba, un venditore che si dice in grado di smerciare ogni mese 5mila tonnellate di Parmigiano con la P maiuscola. E pensare che quello Dop, l’unico degno di quel nome, viene prodotto al ritmo di 11 mila tonnellate al mese.</p>
<p>Ma è solo uno degli oltre 370 casi di agropirateria e contraffazione via web scoperti nel corso dell’ultimo anno: prodotti fasulli o «italian sounding», che sembrano made in Italy e invece no. Un mercato illegale che ha generato in 12 mesi oltre 60 milioni di euro. Questi i dati presentati il 15 giugno ad Expo, in un Forum dedicato al made in Italy alla presenza del ministro Martina.</p>
<p>Accordo con i colossi del Web<br />
Il “parmesan” resta il grande classico del genere. Ma anche Prosciutto di Parma, Brunello di Montalcino, Grana Padano, aceto balsamico di Modena e molte altre delle quasi 800 denominazioni nazionali vanno forte tra i pirati delle vendite alimentari online. Ecco perché il Ministero delle Politiche Agricole ha stretto un accordo con eBay e Alibaba e ha ottenuto che i prodotti DOP e IGP italiani siano tutelati esattamente come succede con i grandi marchi come Nike o Canon. Il meccanismo è semplice: l’ispettorato del Ministero controlla e segnala, il portale verifica e rimuove le inserzioni incriminate. Una collaborazione importante, che ha già portato al blocco di oltre 200 venditori su eBay in poco tempo.</p>
<p>Più visibilità e più informazione<br />
In tutto i prodotti Dop e Igp italiani sono 794, divisi tra 271 nel settore food e 523 in quello del vino. Una produzione che vale tanto, fino a 13,5 miliardi di euro. E che ora sarà più visibile anche tra supermercati e centri commerciali di casa nostra: il Ministero ha stretto un accordo anche con le associazioni della grande distribuzione, per rilanciare i consumi sul mercato interno e far conoscere meglio il valore di tutto questo patrimonio.</p>
<p>«Proteggere il lavoro di oltre 300mila imprese»<br />
Il fronte più importante resta comunque quello della contraffazione. «Siamo passati all’attacco dell’agropirateria per combattere la concorrenza sleale che danneggia oltre 300 mila nostre imprese, quelle che producono cibi e vini Dop e Igp» ha spiegato il ministro Martina. «L’Italia è ora il primo Paese al mondo a poter vantare un sistema di intervento a protezione dei prodotti a denominazione, che sono uno dei motori fondamentali del nostro export». </p>
<p>Fonte: ilsecoloxix.it</p>
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