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	<title> &#187; Export prodotti toscani</title>
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	<description>Made in Tuscany è il portale che raccoglie le aziende che possono vantare e garantire di svolgere le loro attività in Toscana.</description>
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		<title>Qatar Airways sbarca a Pisa e si promuove col gelato Made in Tuscany</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2016 07:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Export prodotti toscani]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti]]></category>

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		<description><![CDATA[Qatar Airways il 2 agosto inaugurerà la rotta Pisa-Doha con il suo primo volo ed i gelati made in Tuscany faranno da simbolica unione tra italia e l'emirato del vicino Oriente.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La Gelateria Artigianale Rufus è stata chiamata ad una nuova prestigiosa collaborazione, stavolta per la prima volta con la Qatar Airways, la rinomata compagnia aerea di bandiera del Qatar, che il 2 agosto inaugurerà la rotta Pisa-Doha con il suo primo volo e che, per promuovere questa nuova rotta, ha organizzato diverse attività di promozione sul territorio e ha chiesto alla Gelateria Rufus di creare un gusto nuovo, capace di evocare sapori e profumi tipici del Qatar. Così dal 22 fino al 26 luglio tutti sono invitati a provare gratuitamente, presso la Gelateria Rufus di Pisa, una coppetta al gusto Qatar, realizzato con il latte crudo di una fattoria della provincia di Pisa, alludendo quindi simbolicamente anche col gelato all’unione che verrà a crearsi, grazie al nuovo volo Qatar Airways, tra Doha e Pisa. Nei cinque giorni di promozione, un’inconsueta crema alle rose e pistacchi avvilupperà la fantasia e trasporterà in Medioriente in un viaggio multisensoriale metaforico, che dal 2 agosto potrebbe trasformarsi in realtà, partendo comodamente proprio da Pisa.</p>
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		<title>Parte da New York la campagna a difesa del Made in Italy</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2016 14:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Export prodotti toscani]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Tuscany]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[Tuscan sounding]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

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		<description><![CDATA[Al via la campagna di promozione del governo a sostegno del wine&#038;food nazionale. Il segno unico distintivo del cibo italiano sugli schermi di Times Square]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’eccellenza del Made in Italy agroalimentare sugli schermi di Times Square a New York e nei più importanti network televisivi degli Stati Uniti. È partita la campagna di promozione del governo per il sostegno al wine&#038;food nazionale con uno spot firmato da Silvio Muccino che mostra la qualità e il saper fare italiani. È questo uno dei pezzi pregiati del Piano per l’internazionalizzazione dell&#8217;agroalimentare, messo in campo dal viceministro Carlo Calenda per lo Sviluppo economico e dal ministro Maurizio Martina per le Politiche agricole, e focalizzato proprio sul mercato USA. Un Paese dove l’Italia esporta cibo e vini per oltre 3 miliardi di euro all’anno e che ha margini importanti di crescita.</p>
<p>Una strategia che ha puntato su quattro parole chiave: #export, #conoscenza, #promozione e #comunicazione. Tra gli Stati coinvolti oltre alle mete classiche come New York e California, ci sono mercati in espansione come il Texas e l’Illinois, selezionati in base a ricerche e studi sulle richieste di prodotti italiani. Tante le azioni messe in campo grazie ad accordi mirati con importanti catene della grande distribuzione americana, che hanno ospitato nei mesi scorsi eventi e tasting mirati all’interno dei punti vendita per promuovere i veri prodotti italiani, contro i &#8220;fake&#8221;. Un’operazione a cui si aggiunge la presenza nelle più importanti fiere di settore come FMI Connect di Chicago e la Winter Fancy food di San Francisco, dove l’Italia agroalimentare si è presentata appunto con il nuovo marchio unico &#8220;The Extraordinary Italian Taste&#8221;.</p>
<p>&#8220;Nel 2015 abbiamo investito come mai era stato fatto – ha detto Martina – per supportare l’export agroalimentare, con una strategia chiara e coordinata e circa 70 milioni di euro. 38 volte di più che negli ultimi 3 anni. Al centro del piano c’è il mercato degli Stati Uniti dove abbiamo sviluppato 4 linee di azione principali puntando su accordi con la Gdo, incoming dei buyer in Italia, fiere ed eventi di forte impatto e progetti di comunicazione e di attacco all’italian sounding. Il lavoro va avanti e si aggiunge un tassello importante con la campagna che per tutto il mese di dicembre, in occasione delle feste, ha portato all’attenzione degli americani il valore dell’agroalimentare italiano. Un’azione in continuità con quelle fatte in occasione di Expo, dove abbiamo presentato il segno unico distintivo del<br />
Made in Italy agroalimentare. Vogliamo spingere con forza per crescere ancora nel 2016 dopo aver chiuso un anno straordinario con il record di 36 miliardi di esportazioni agroalimentari e con il mercato Usa cresciuto del 20%&#8221;.</p>
<p><em>Fonte: Repubblica.it &#8211; <a href="http://www.repubblica.it/economia/2016/01/07/news/agroalimentare_il_simbolo_del_made_in_italy_sbarca_a_new_york-130779824/?ref=HRLV-6" target="_blank">Articolo originale</a></em></p>
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		<title>Se il &#8220;Red Carpet&#8221; è Made in Tuscany</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2016 13:31:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Export prodotti toscani]]></category>
		<category><![CDATA[Luxury: il lusso toscano]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Tuscany]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal red carpet del festival del cinema di Cannes alle più importanti fiere mondiali: la moquette "firmata" Alma, azienda del distretto tessile pratese, tra i leader mondiali nella produzione di moquette agugliata.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal red carpet del festival del cinema di Cannes alle più importanti fiere mondiali: la moquette &#8220;firmata&#8221; Alma, azienda del distretto tessile pratese, tra i leader mondiali nella produzione di moquette agugliata destinata a fiere, congressi, eventi e al settore automotive, studia nuovi prodotti – tra cui la moquette riciclabile al 100% &#8211; e intanto aumenta la capacità produttiva con un nuovo stabilimento a Capalle (Campi Bisenzio), alle porte di Prato, per un investimento di 5-6 milioni.</p>
<p>«I nostri impianti sono quasi saturi – spiega Carla Casini, titolare di Alma insieme con la sorella Romina – e ora l&#8217;obiettivo è ottimizzare la produzione di moquette per poi spingere ancor più sullo sviluppo estero, e guardare con attenzione soprattutto agli Stati Uniti. Per questo stiamo per avviare la la costruzione di un nuovo capannone di 6mila mq che, grazie anche a tecnologie più moderne, ci permetterà di aumentare la capacità produttiva oltre i 27 milioni di mq attuali».</p>
<p>Il gruppo Alma, che comprende Pointex (feltri industriali), Rifinizione Veneta, Lta (tessuti speciali per calzature) e Logo (abbigliamento) e guarda ad altre acquisizioni per il futuro (magari all’estero), arriverà ad avere più di 30mila mq coperti e 300 dipendenti. Il 2015 si chiude con ottimi numeri: fatturato di 36 milioni di euro (che salgono a 65 milioni a livello di gruppo), il 50% legato all’export, e la previsione di confermare un margine netto vicino al 6%.</p>
<p><strong><a href="http://www.toscana24.ilsole24ore.com/art/oggi/2016-01-08/prato-moquette-sfila-carpet-081727.php?uuid=gSLAuqLWUB" target="_blank">Continua la lettura su Toscana24</a></strong></p>
<p><em>Fonte: Toscana24</em><br />
<em>Foto: Eric Gaillard &#8211; Reuters</em></p>
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		<title>Spumanti: è boom sui mercati esteri dei nostri prodotti</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2015 17:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Export prodotti toscani]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>

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		<description><![CDATA[Trainato dal Prosecco, nel 2015 l'export è cresciuto del 13% rispetto al 2014. Domenico Zonin, presidente dell'Uiv: "Ora serve una seria riflessione su come consolidare i risultati ottenuti e stabilizzare la leadership italiana"]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I<strong> vini spumanti italiani </strong>non arrestano la propria corsa e anzi continuano a macinare successi sia sul mercato nazionale che all’estero.<br />
Secondo i dati dell’<strong>Uiv</strong>, snocciolati dal suo presidente <strong>Domenico Zonin</strong>, la produzione nel 2015 toccherà <strong>le 519 milioni di bottiglie </strong>(+10% rispetto al 2014), con un consumo interno in ripresa. Il vero successo degli spumanti <strong>made in Italy</strong> si consuma però sui mercati internazionali, dove<strong> l’export</strong>, trainato dal Prosecco (+29%), cresce del 13% rispetto al 2014, arrivando a vendere<strong> 362 milioni di bottiglie.</strong></p>
<p>“<em><strong>Numeri importanti per le bollicine italiane</strong> sia sul mercato interno che all’estero</em> – commenta a margine dei dati il direttore generale di Ismea <strong>Raffaele Borriello</strong> –<em>l’export viaggia a doppia cifra rispetto allo scorso anno e anche<strong> il mercato italiano cresce del 4%</strong>, grazie alle vendite presso la Gdo e il segmento Horeca. La spumantistica è un ambito produttivo che Ismea sta seguendo con un crescente interesse, mettendo a disposizione del sistema vinicolo italiano fonti informative ufficiali e certificate per assicurare certezza attendibilità scientifica dei dati</em>”.</p>
<p>“<em>I dati definitivi li presenteremo entro i primi sei mesi del 2016 </em>– precisa Zonin – <em>perché il mese di dicembre per molte realtà rappresenta ancora un momento molto attivo che può far variare sensibilmente il risultato finale d’impresa. E’ interessante però mettere in luce come <strong>il consumo di spumante italiano</strong> nel mercato interno, grazie soprattutto al Prosecco, <strong>si sia destagionalizzato</strong>, diventando vino da pasto per tutto l’anno</em>”.</p>
<p>“<em>Tuttavia, nonostante i buoni dati a disposizione</em> – continua il presidente dell’Uiv Zonin – <em>dobbiamo avviare una seria riflessione su come <strong>consolidare i risultati ottenuti e stabilizzare la leadership per far crescere il valore del nostro export</strong>. Il comparto spumantistico nazionale fatica a strutturarsi organicamente per affrontare il salto inevitabile verso i mercati stranieri, sempre più interessati al nostro prodotto di qualità.<br />
E’ bene evidenziare che <strong>l’export, infatti, si sposta verso gli spumanti di qualità</strong> che, in valore, fanno registrare un +16,4% per i Dop e un +57,5% per gli Igp, quando invece gli spumanti “comuni”, pari al 14% a volume e al 12% a valore del totale esportato, perdono il 5,7% a volume mantenendo un debole +1,3%</em>”.</p>
<p>A chiudere il commento di <strong>Andrea Rea</strong>, responsabile Wine management lab SDA Bocconi.<br />
“<em>I sensibili risultati di crescita in quantità e valore, unitamente alla destagionalizzazione dei consumi, dimostrano senza equivoci il <strong>successo della formula italiana </strong>nel mercato delle bollicine. E’ il contesto ideale per realizzare <strong>strategie di marketing specifiche</strong>, non solo per riposizionare l’Asti, unico prodotto in controtendenza, ma soprattutto per consolidare e sviluppare la leadership della straordinaria varietà italiana e del suo stile di vita “evergreen” nel mondo intero</em>”.<br />
© AgroNotizie &#8211; riproduzione riservata</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.uiv.it" target="_blank">Uiv &#8211; Unione italiana vini</a><br />
Autore: <a itemprop="author" href="http://agronotizie.imagelinenetwork.com/autori/lorenzo-pelliconi/1540">Lorenzo Pelliconi &#8211; Agronotizie</a></p>
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		<title>Coldiretti: -27,5% export Made in Italy con proroga sanzioni Russia</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2015 11:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Export prodotti toscani]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>

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		<description><![CDATA[Le esportazioni di prodotti Made in Italy in Russia nel 2015 sono crollate del 27,5 % per effetto dell’embargo che ha alimentato tensioni commerciali che hanno interessato anche i prodotti non colpiti direttamente.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le esportazioni di prodotti Made in Italy in Russia nel 2015 sono crollate del 27,5 % per effetto dell’embargo che ha alimentato tensioni commerciali che hanno interessato anche i prodotti non colpiti direttamente. E’ quanto emerge afferma la Coldiretti in occasione della decisione dell’Unione Europea di prorogare le sanzioni dalle quali sono scaturite le misure di embargo,  sulla base di una analisi dei dati relativi al commercio estero dell’Istat nel primi dieci mesi del 2015 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.  </p>
<p>Se i settori piu’ colpiti sono chiaramente quelli interessati dall’embargo che ha sancito a partire dal 6 agosto 2014 il divieto all’ingresso di una lista di prodotti agroalimentari che comprende frutta e verdura, formaggi, carne e salumi ma anche pesce, perdite di quote di mercato considerevoli – sottolinea la Coldiretti – si registrano anche in altri importanti comparti, dal tessile all’arredamento fino ai mezzi di trasporto. Nell’agroalimentare – sostiene la Coldiretti – ai danni diretti stimati in 20 milioni di euro al mese di mancate esportazioni si sommano anche i danni indiretti dovuti alla perdita di immagine e di mercato provocata dalla diffusione in Russia di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy. Lo stop alle importazioni dall’Italia ha provocato in Russia un vero boom nella produzione locale di prodotti Made in Italy taroccati, dai salumi ai formaggi con la produzioni casearia russa di formaggio –  conclude la Coldiretti – che nei primi quattro mesi del 2015 ha registrato infatti un sorprendente aumento del 30 per cento e riguarda anche imitazioni di mozzarella, robiola o Parmesan.</p>
<p><em>Fonte: AGENPARL</em></p>
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		<title>Al via a New York la campagna &#8220;The Extraordinary Italian Taste&#8221;</title>
		<link>https://www.madeintuscany.it/site/the-extraordinary-italian-taste-a-new-york/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2015 08:16:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentare Toscano]]></category>
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		<category><![CDATA[agroalimentare]]></category>
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		<description><![CDATA[Sarà un Natale all'insegna del vero Made in Italy quello che si apprestano a vedere gli americani, grazie alla massiccia campagna comunicativa messa in atto dal Governo Italiano sui principali media statunitenzi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="702" height="395" src="https://www.youtube.com/embed/FVBstLm9CVk?rel=0&amp;showinfo=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Sarà un Natale all&#8217;insegna del vero Made in Italy quello che si apprestano a vedere gli americani, grazie alla massiccia campagna comunicativa messa in atto dal Governo Italiano sui principali media statunitenzi.</p>
<p>Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Ministro Maurizio Martina ha presentato a New York il segno unico distintivo del Made in Italy agroalimentare &#8216;The extraordinary Italian taste&#8217;, tassello fondamentale del piano per l&#8217;internazionalizzazione che Mipaaf e Ministero dello Sviluppo economico stanno attuando per sostenere l&#8217;export e rafforzare le azioni di contrasto all&#8217;Italian sounding. Il piano prevede risorse pari a 260 milioni di euro; di queste il 25% è dedicato proprio all&#8217;agroalimentare.</p>
<p>&#8220;Il Governo &#8211; ha affermato il Ministro Martina all&#8217;evento presso Eataly New York &#8211; è in campo con una strategia di aggressione all&#8217;Italian sounding che non ha precedenti. Il segno unico rappresenta uno strumento innovativo che aiuta a dare riconoscibilità al sistema agroalimentare italiano, valorizzando meglio la nostra presenza soprattutto nelle fiere internazionali e con iniziative speciali nella grande distribuzione. Il mondo chiede prodotti italiani, vogliamo aiutare i nostri produttori a essere ancora più presenti sui mercati. Proprio negli Stati Uniti, in occasione del Columbus Day, è partita una campagna importante contro il falso Made in Italy con investimenti per 50 milioni di euro&#8221;.&#8221;Non ci basta &#8211; ha proseguito Martina &#8211; abbiamo rafforzato il contrasto ai falsi aumentando in controlli in Italia e, primi al mondo, chiudendo accordi con due player mondiali del web come eBay e Alibaba per proteggere i nostri prodotti Dop e Igp dalle imitazioni. In pochi mesi abbiamo bloccato flussi di valore enorme, anche negli Usa. Con una sola operazione abbiamo fermato una vendita mensile potenziale di 5 mila tonnellate di falso Parmigiano Reggiano, quasi la metà della produzione mensile di quello autentico&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;agroalimentare italiano rappresenta sicuramente un campo nel quale si può e si deve continuare a investire. Ce lo confermano i dati dell&#8217;export relativi ai primi 7 mesi di quest&#8217;anno: oltre 21 miliardi di euro. Un record che ci dà la dimensione del potenziale che abbiamo per dare nuovo slancio anche alla nostra economia, rafforzando la nostra presenza su mercati in forte espansione come Stati Uniti, Canada, Brasile, Russia, India, Cina, Europa, Turchia e Australia. Raggiungere i 36 miliardi di export entro la fine di quest&#8217;anno e i 50 miliardi entro il 2020 &#8211; ha concluso Martina &#8211; sono obiettivi alla nostra portata.&#8221;</p>
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		<title>Made in Tuscany: quasi raddoppiato export da inizio crisi</title>
		<link>https://www.madeintuscany.it/site/made-in-tuscany-quasi-raddoppiato-export-da-inizio-crisi/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2015 13:48:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentare Toscano]]></category>
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		<description><![CDATA[E' quasi raddoppiato, dall'inizio della crisi, il valore di esportazioni di Made in Tuscany nel mondo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; quasi raddoppiato, dall&#8217;inizio della crisi, il valore di esportazioni di Made in Tuscany nel mondo.<br />
Il dato, se pur riferito solo al primo semestre dell&#8217;anno in corso, è straordinario: + 48% rispetto allo stesso periodo del 2007 per un valore di circa 364 milioni di euro in più. L&#8217;anno appena concluso ha evidenziato inoltre il sorpasso delle esportazioni sulle importazioni. La Toscana che produce cibo esporta di più di quanto ne importa. Non è sempre stato così. E&#8217; quanto emerge da un&#8217;analisi di Coldiretti Toscana sulla base dei dati Istat. Il <a title="Tutti uniti per il Made in Tuscany" href="https://www.madeintuscany.it/site/tuscan-brands/agroalimentare/">Made in Tuscany</a> agroalimentare non solo continua a crescere in maniera esponenziale con il 2014 che aveva segnato lo storico risultato di 2miliardi di euro di esportazioni, ma ha addirittura superato il valore delle importazioni.</p>
<p>Il dato non sorprende troppo <a title="Tulio Marcelli, Relais La Torre" href="https://www.madeintuscany.it/site/about-us/testimonials/tulio-marcelli-relais-la-torre/">Tulio Marcelli</a>, Presidente Coldiretti Toscana: &#8220;è un dato importante &#8211; spiega &#8211; che testimonia il grandissimo appeal del Made in Tuscany nel mondo ma che ci offre anche una ragione in più per comprendere il fenomeno delle contraffazioni e delle sofisticazioni. Potersi fregiare della territorialità e del poter inserire in etichetta che è stato prodotto o confezionato in Toscana sui mercati stranieri, spesso poco attenti, è un valore aggiunto sugli scaffali di serietà e qualità per il consumatore che spesso ci cade. Ecco perchè invochiamo etichette di origine chiare e trasparenti per tutti i prodotti&#8221;. Nel 2007 le importazioni di olio, vino, ortaggi ed altri prodotti del paniere superavano il valore delle esportazioni, sette anni dopo, con in mezzo una crisi durissima, la tendenza si è invertita. Le esportazioni sono cresciute del 25% arrivando a circa 2,5 miliardi di euro (1,5 milioni di euro nel 2007), le importazioni solo dell&#8217;8% fermandosi a 2,2 milioni di euro (1,9 milioni di euro nel 2007). Secondo Coldiretti un nuovo impulso alle esportazioni, i cui effetti saranno certificati nei prossimi mesi, arriverà dall&#8217;Expo di Milano.<br />
&#8220;Insieme al turismo, l&#8217;agroalimentare &#8211; prosegue <a title="Testimonianze" href="https://www.madeintuscany.it/site/about-us/testimonials/">Marcelli</a> &#8211; è probabilmente il settore che più di altri sta beneficiando dell&#8217;effetto traino dell&#8217;Esposizione Universale anche grazie ad un&#8217;azione ed esposizione prolungata a cui abbiamo contribuito durante i sei mesi di programmazione&#8221;.<br />
Nel primo semestre il valore complessivo delle esportazioni è stato di 1,170 milioni di euro, 155 milioni di euro in più.<br />
L&#8217;Europa rappresenta il mercato principale: circa due terzi, il 58%, di vino, pasta, frutta ed ortaggi finiscono sulle tavole del vecchio continente con un incremento del 6,5% ma il Made in Italy a tavola fa registrare un vero e proprio boom soprattutto negli Stati Uniti (+35%) e Cina (+57%).<br />
A crescere sono tutti i principali comparti dell&#8217;agroalimentare trainati dal vino (+25%) e 417 milioni di euro di esportazioni, olio (+15%) con 319 milioni di euro e pasta (+10%) con 45 milioni di euro circa che rappresenta una voce importante sulle tavole straniere.</p>
<p><em>Fonte: AGI</em></p>
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		<title>Allarme Coldiretti per i tarocchi e gli orrori alimentari</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2015 12:37:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono anche il Chianti bianco svedese ed il Salami prodotto in Canada nella lista dei prodotti “sfregiati” che minano e danneggiano l’identità del Made in Tuscany nel mondo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono anche il Chianti bianco svedese ed il Salami prodotto in Canada nella lista dei prodotti “sfregiati” che minano e danneggiano l’identità del <a title="Scopri il vero Made in Tuscany" href="https://www.madeintuscany.it/site/about-us/">Made in Tuscany</a> nel mondo. Ci ha pensato ancora una volta Coldiretti Toscana a metterli in mostra, questa volta nella vetrina internazionale dell’Expo di Milano, a fianco delle tantissime, fantasiose, imbarazzanti interpretazioni di piatti e prodotti falsamente toscani ed italiani. In questi anni Coldiretti di “brutti esempi” ne ha scovati tanti in giro per l’Italia.</p>
<p>Ha beccato, sempre per restare nel territorio dei vini, nella Napa Valley il Chianti tarocco ed il sangiovese “Tuscan Moon”, il kit per pseudo Chianti in bustina venduto online ma anche il “Toscano”, salame prodotto in qualche paese sconosciuto degli Usa – il “Fennel Pollin Saleme” venduto in accoppiata al vino, ancora toscano, la “Palenta” prodotta in Serbia, la “Finocchiono”, tentativo cacofonico di imitare il successo della nostra Finocchiona oggi diventata Dop e l’olio extravergine che sfrutta immagini e riferimenti della toscanità, come per esempio Firenze, per commercializzare confezioni il cui olio è la somma di miscele provenienti da paesi europei. “Monumenti”, li ha definiti, <strong><a title="Tulio Marcelli, Relais La Torre" href="https://www.madeintuscany.it/site/about-us/testimonials/tulio-marcelli-relais-la-torre/">Tulio Marcelli</a>, Presidente Coldiretti Toscana nel corso della settimana dedicata proprio al Made in Tuscany all’interno del Padiglione Coldiretti,</strong> che “vengono danneggiati, imbrattati e ridicolizzati contribuendo a rendere più profonda la crisi del nostro paese. La pirateria agroalimentare ci costa, ogni anno, diversi miliardi di euro ed impedisce la creazione di almeno 30 mila nuovi posti di lavoro lungo tutta la filiera.</p>
<p>Ogni tarocco che finisce sul mercato è uno schiaffo ai produttori serie, leali, che rispettano le regole e le tradizioni, l’ambiente e l’identità del territorio che raccontano ed esprimono”. Intanto la Toscana si conferma, ancora, leader indiscusso per numero di prodotti. Sono 461 le bandiere del gusto assegnate alla regione insediata però, come non mai, dalla Campania (457) e dal Piemonte (336). In realtà, a differenza di quanto avviene per altri articoli come la moda o la tecnologia, a taroccare il cibo italiano non sono – precisa la Coldiretti – i Paesi poveri, ma soprattutto quelli emergenti o i più ricchi a partire proprio dagli Stati Uniti e dall’Australia da dove arriva il Parmesan con il marchio Perfect italiano, ma molto diffuse sono le imitazioni dei prodotti tipici e i piatti della cucina italiana completamente inventati come la “Pasta con mais, erbe e Parmesan” indicata sul sito ufficiale di Masterchef Australia. La situazione è ancora molto più grave negli Stati Uniti dove il 99% dei formaggi di tipo italiano è realizzato in California, Wisconsin e nello Stato di New York, nonostante i nomi richiamino esplicitamente le specialità casearie più note del Belpaese. A pochi giorni dall’azione di protesta contro il formaggio fatto con il latte in polvere, così come vorrebbe l’Ue, sa ancora più di beffa. Sul web, sui principali siti di e.commerce, è pieno di prodotti tarocchi: si va dal Tuscan Cheddar prodotto nel Queensland, Australia al pecorino “Tania” Toscano Sheep’s Milk Cheese venduto su Amazon e prodotto in Ontario, Canada, fino addirittura alle patatine “Tuscany Three Cheese e tanti altri.</p>
<p>Ufficio Stampa Coldiretti Toscana</p>
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		<title>“No farmers no party”: evento speciale Coldiretti a Expo 2015</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2015 17:14:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Battaglia Coldiretti allo sfregio del patrimonio enogastronomico nazionale, per la prima volta ad Expo saranno esposti tutti i prodotti falsi che tramite la terribile piaga dell&#8217;&#8221;italy sounding&#8221; (e del &#8220;tuscany sounding&#8221;) creano profondi danni all&#8217;identità e alla reputazione della nostra nazione. L&#8217;appuntamento è per sabato 18 Luglio dalle ore 9,00 al Padiglione &#8220;No farmers no...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Battaglia Coldiretti allo sfregio del patrimonio enogastronomico nazionale, per la prima volta ad Expo saranno esposti tutti i prodotti falsi che tramite la terribile piaga dell&#8217;&#8221;italy sounding&#8221; (e del &#8220;tuscany sounding&#8221;) creano profondi danni all&#8217;identità e alla reputazione della nostra nazione.</p>
<p>L&#8217;appuntamento è per sabato 18 Luglio dalle ore 9,00 al Padiglione &#8220;No farmers no party&#8221; all&#8217;inizio del cardo sud all&#8217;Expo di Milano che può rappresentare un momento di svolta per la tutela del patrimonio alimentare e culinario italiano che è il più apprezzato ma anche il più &#8220;insultato&#8221; nel mondo. Insieme al presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo all&#8217;inaugurazione ci sarà il presidente del Comitato scientifico dell&#8217;Osservatorio su criminalità nell&#8217;agroalimentare Giancarlo Caselli.</p>
<p>Il primo bilancio di metà percorso dell&#8217;Expo con una importante analisi degli effetti economici ed occupazionali nel settore agroalimentare sarà al centro dell&#8217;Assemblea nazionale della Coldiretti che avrà luogo a seguire nell&#8217;Auditorium di Palazzo Italia a partire dalle ore 10,30 con la partecipazione di agricoltori provenienti dalle campagne di tutte le regioni italiane.</p>
<p>Ai lavori parteciperà tra gli altri il Ministro delle Politiche Maurizio Martina con le conclusioni del presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo con un focus particolare sulle opportunità di lavoro estive per i giovani nei campi.</p>
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		<title>Lotta al falso made in Italy e made in Tuscany nei colossi online</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 13:15:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Made in Tuscany</dc:creator>
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		<category><![CDATA[contraffazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Ordine minimo 26 tonnellate. La foto di un formaggio con i buchi. E sopra il titolo: “Parmigiano Reggiano Italian parmesan cheese”. Il falso made in Italy ha anche queste forme, maldestre ma insidiose: una pagina web, un’inserzione sul portale cinese di e-commerce Alibaba, un venditore che si dice in grado di smerciare ogni mese 5mila...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ordine minimo 26 tonnellate. La foto di un formaggio con i buchi. E sopra il titolo: “Parmigiano Reggiano Italian parmesan cheese”. Il falso made in Italy ha anche queste forme, maldestre ma insidiose: una pagina web, un’inserzione sul portale cinese di e-commerce Alibaba, un venditore che si dice in grado di smerciare ogni mese 5mila tonnellate di Parmigiano con la P maiuscola. E pensare che quello Dop, l’unico degno di quel nome, viene prodotto al ritmo di 11 mila tonnellate al mese.</p>
<p>Ma è solo uno degli oltre 370 casi di agropirateria e contraffazione via web scoperti nel corso dell’ultimo anno: prodotti fasulli o «italian sounding», che sembrano made in Italy e invece no. Un mercato illegale che ha generato in 12 mesi oltre 60 milioni di euro. Questi i dati presentati il 15 giugno ad Expo, in un Forum dedicato al made in Italy alla presenza del ministro Martina.</p>
<p>Accordo con i colossi del Web<br />
Il “parmesan” resta il grande classico del genere. Ma anche Prosciutto di Parma, Brunello di Montalcino, Grana Padano, aceto balsamico di Modena e molte altre delle quasi 800 denominazioni nazionali vanno forte tra i pirati delle vendite alimentari online. Ecco perché il Ministero delle Politiche Agricole ha stretto un accordo con eBay e Alibaba e ha ottenuto che i prodotti DOP e IGP italiani siano tutelati esattamente come succede con i grandi marchi come Nike o Canon. Il meccanismo è semplice: l’ispettorato del Ministero controlla e segnala, il portale verifica e rimuove le inserzioni incriminate. Una collaborazione importante, che ha già portato al blocco di oltre 200 venditori su eBay in poco tempo.</p>
<p>Più visibilità e più informazione<br />
In tutto i prodotti Dop e Igp italiani sono 794, divisi tra 271 nel settore food e 523 in quello del vino. Una produzione che vale tanto, fino a 13,5 miliardi di euro. E che ora sarà più visibile anche tra supermercati e centri commerciali di casa nostra: il Ministero ha stretto un accordo anche con le associazioni della grande distribuzione, per rilanciare i consumi sul mercato interno e far conoscere meglio il valore di tutto questo patrimonio.</p>
<p>«Proteggere il lavoro di oltre 300mila imprese»<br />
Il fronte più importante resta comunque quello della contraffazione. «Siamo passati all’attacco dell’agropirateria per combattere la concorrenza sleale che danneggia oltre 300 mila nostre imprese, quelle che producono cibi e vini Dop e Igp» ha spiegato il ministro Martina. «L’Italia è ora il primo Paese al mondo a poter vantare un sistema di intervento a protezione dei prodotti a denominazione, che sono uno dei motori fondamentali del nostro export». </p>
<p>Fonte: ilsecoloxix.it</p>
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